Da oggi l’Italia si colorerà parzialmente, ancora una volta, di arancione. Sono undici le regioni con un indice Rt che permette di allentare le misure restrittive e uscire dalla zona rossa. Diventano arancioni il Veneto, le Marche e la provincia autonoma di Trento insieme a Sicilia, Basilicata, Molise, Abruzzo, Lazio, Umbria, Liguria e provincia autonoma di Bolzano. Rimarranno invece in rosso, a causa dell'incidenza superiore a 250 casi per 100mila abitanti, tutte le altre nove regioni.

Dal 7 aprile e per tutto il mese, invece, ritorneranno a scuola, fino alla prima media, tutti gli studenti d’Italia, mentre per chi si trova in zona arancione la didattica in presenza si estende fino alla terza media e per gli istituti superiori è prevista una didattica a distanza al 50 per cento che potrà essere estesa fino al 75 per cento a seconda delle regioni. Secondo i dati diffusi dal portale Tuttoscuola, saranno poco più di cinque milioni gli studenti che dopo le vacanze pasquali torneranno in aula.

Giovedì prossimo si terrà un incontro tra governo, regioni, Anci e province per discutere delle misure del Recovery Plan, al quale parteciperà il premier Mario Draghi accompagnato da alcuni ministri dell’esecutivo. Mentre, la prossima settimana è probabile che si svolga un incontro tra i membri del governo per valutare eventuali riaperture delle attività produttive prima del 20 aprile. In quel caso, le regioni non dovranno avere soltanto numeri da zona gialla, ma anche un’alta percentuale di somministrazione di vaccini per le fasce più fragili e anziane.

Nel frattempo, il Segretario Generale dell’Organizzazione sindacale autonoma polizia penitenziaria, Leo Beneduci, denuncia la presenza di vari focolai all’interno delle carceri e una campagna vaccinale per la popolazione carceraria che procede a rilento. Nel mese di aprile è prevista la consegna di circa otto milioni di dosi di vaccini, di cui 400 mila di Johnson & Johnson, come accordato per questo secondo semestre del 2021.

 

© Riproduzione riservata