Il reportage

Sentirsi persone e non solo braccia: a Rosarno la casa che restituisce dignità

Sessantaquattro lavoratori vivono nell’ostello Dambe So. Pagano novanta euro al mese. Hanno una stanza, luce, riscaldamento, l’acqua calda che esce dai rubinetti. Hanno una residenza anagrafica. Soprattutto, hanno una porta che si chiude. E permette di aprire un conto corrente, rinnovare i documenti

Quando entri nella tendopoli di Rosarno la prima cosa che colpisce non è il degrado, ma l’organizzazione. C’è un barbiere, un piccolo ristorante, un negozio improvvisato. C’è perfino un mercato dell’acqua calda: cinque euro per un secchio. In inverno è un lusso necessario. Non c’è elettricità, non c’è acqua corrente, non c’è riscaldamento. Sono pochi i braccianti agricoli nella Piana di Gioia Tauro che ogni mattina possono svegliarsi in un letto vero e proprio. Poco lontano, a San Ferdinando, c’

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