Il faccendiere intercettato si diceva preoccupato per le minacce a Ranucci. Ma una l’aveva inventata il collega Cappellari. I depistaggi e l’incontro a casa della collaboratrice
Dal suo regno di Monteverde vecchio Valter Lavitola, in carcere a Rebibbia, si atteggiava a spin doctor dell’amico Sigfrido Ranucci. Da un lato il progetto, come ricostruito dagli inquirenti, di permettere al volto noto di Report di trasformare il fango dei detrattori in un momento d’oro in grado di garantirgli lo scranno più alto di Chigi. Dall’altro, quella che la gip Iole Moricca definisce «narrazione alternativa» ai fatti del 16 ottobre 2025. Sin dai primi giorni successivi all’attentato,