L’idea dell’attentato maturata in un contesto di difficoltà per il giornalista, «manipolato» dall’amico che ora è in carcere. Per i pm l’ex faccendiere puntava sul futuro in politica del giornalista. E a chi non gli credeva diceva: «Ci sarà una sorpresa»
«Stai bene, tutto ok???». Valter Lavitola scrive a Sigfrido Ranucci e, proprio come farebbe un amico, chiede al giornalista di Report come sta. È l’ottobre del 2024, esattamente un anno prima dell’attentato di cui il faccendiere oggi è accusato e per cui è finito in carcere, a Rebibbia. «Sto in difficoltà su tutto, ma vado avanti», risponde il conduttore di Raitre. La sua è una risposta che porta Lavitola a domandare: «Posso essere utile?». «Mi dovresti prestare Gomez», risponde Ranucci riferend