La polizia ha confermato che ci sarebbero sei morti dopo una sparatoria a Stade, in Bassa Sassonia. Non sono ancora chiare le motivazioni del gesto
A Stade, in Bassa Sassonia, una sparatoria ha provocato diversi morti. La polizia ha confermato intorno all’ora di pranzo che le persone uccise dagli spari sarebbero cinque. Un’altra persona è morta successivamente, mentre i feriti sarebbero una decina.
La sparatoria nella cittadina tedesca – si tratta di una località da 50mila abitanti – è avvenuta a Dankersstrasse e la polizia avrebbe già arrestato due persone, tra cui il presunto responsabile. Non è chiaro quale possa essere stato il ruolo dell’altro arrestato. La mobilitazione delle forze di polizia è massiccia, sull’area interessata sono stati inviati anche due elicotteri.
Un portavoce ha detto all’agenzia Dpa che gli spari sono avvenuti nei pressi di un centro giovanile: nella strada c’è una casa famiglia, ma non sembra che tra le vittime ci siano anche minori. Su X le forze dell’ordine di Lüneburg hanno raccomandato di evitare la zona. Nel frattempo, la polizia ha iniziato a interpellare testimoni e a fare i primi rilevamenti scientifici nell’area.
Bild cita una testimone oculare che racconta di aver visto un giovane accompagnato da una donna uscire dalla struttura per tentare di fuggire in auto. Dopo che i due nella vettura hanno ignorato l’ordine di fermarsi di un poliziotto, l’agente avrebbe aperto il fuoco.
I canali ufficiali delle forze dell’ordine raccomandano di non dare seguito a voci e ipotesi non confermate che circolano sui social network visto che non corrispondono allo stato reale delle cose. Tra i primi a dare una coloritura ambigua al fatto tragico è stato l’attivista di estrema destra inglese Tommy Robinson, che condividendo un video che sarebbe stato registrato nelle vicinanze della Dankersstrasse scrive: «Un altro giorno di “nuova normalità” nell’”Europa moderna».
Non sono ancora chiare le motivazioni del gesto.
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