2 agosto 1980

La strage di Bologna e l’asse eversivo tra P2 e neofascisti che voleva demolire la democrazia

La strage di Bologna è il più grave eccidio di civili, 85 morti e oltre 200 feriti, compiuto in Italia dopo la fine della Seconda guerra mondiale. Le sentenze hanno restituito un’enorme mole di fonti che travalica gli stessi esiti giudiziari. Un muro invalicabile per le vulgate ancora oggi diffuse in favore degli stragisti dei Nar. È su questa incessante campagna di negazione della realtà che si deve riflettere, poiché consegna un interrogativo severo al presente

Un’immagine che nella storia della Repubblica è senza precedenti e difficilmente avrà repliche in futuro. È il 2 agosto 2020, l’Italia e il mondo affrontano il Covid-19 e in quell’anno cade il quarantesimo anniversario della strage di Bologna del 1980. Per la prima volta, per la pandemia, in città non si tiene la manifestazione di piazza. La cerimonia si svolge nella sala d’attesa della stazione dove esplose la bomba. Davanti ai familiari delle vittime parla il presidente della Repubblica, Sergi