L’esultanza della destra per la fine dell’inchiesta sui mandanti “politici” non ha tenuto conto di un particolare: le attività dei magistrati, ha scoperto Domani, proseguono. E puntano a spiegare il ruolo di vecchi agenti segreti e i rapporti con uno degli stragisti di Bologna. A confermare che i pm non hanno smesso di verificare ogni pista c’è anche un altro fatto: il primo giugno, dopo la data di archiviazione, è stato sentito in procura il giornalisti di Report autore di una puntata sulle bombe
Chiuse e riaperte poche settimane dopo. Le tre inchieste che ruotano attorno ai mandanti esterni per le stragi del 1993 non sono morte, non è stata emessa insomma alcuna pietra tombale, tanto meno certificata alcuna “assoluzione”. La ricerca della verità a Palazzo di Giustizia di Firenze continua. La notizia ha conferme in via ufficiosa, difficile trovarne di ufficiali vista la delicatezza della questione e le polemiche politiche che hanno travolto i magistrati fiorentini: di certo si tratta di

