Continuano gli sbarchi a Lampedusa, almeno 300 persone sono arrivate nella giornata di ieri, mentre il centro di accoglienza continua a contare più presenze di quante ne possa ospitare. Il presidente della Croce rossa, Rosario Valastro, ha parlato di «incessante attività e sforzo umanitario oltre l’impossibile dell’associazione per assicurare beni di prima necessità». Per porovare a migliorare le condizioni all’interno dell’hotspot circa 2.500 persone ieri hanno lasciato l’isola diretti verso Catania, Porto Empedocle e Pozzallo, nel ragusano.

A margine del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica a Napoli, il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, si è espresso descrivendo la situazione come ancora «abbastanza complicata» ha poi aggiunto che «la concentrazione in pochi giorni di un tale numero di arrivi ha messo a dura prova il sistema di accoglienza».

E se nei giorni scorsi avevano fatto scalpore gli attacchi di Francia e Germania alla gestione dell’immigrazione del governo Meloni, ieri qualcosa è cambiato.

Parigi

Il ministro degli Interni francese, Gérald Darmanin, aveva espresso l’intenzione di chiudere il confine tra Mentone e Ventimiglia a sostegno della scelta tedesca di interrompere temporaneamente il meccanismo di solidarietà per i richiedenti asilo che provengono dall’Italia. Ieri, in una telefonata con il suo omologo italiano Piantedosi, c’è stato un chiarimento. E una nota del Viminale ha fatto sapere che i ministri «hanno concordato sulla necessità di una cooperazione operativa con i paesi di origine che possa incidere efficacemente sul blocco delle partenze, per evitare che il problema si ripercuota anche sui movimenti secondari». Darmanin ha poi aggiunto che «la soluzione verrà trovata insieme all’Unione europea».

Anche il presidente francese, Emmanuel Macron, forse spaventato dal fatto che la vicenda di Lampedusa possa essere usata strumentalmente dai suoi avversari politici (giovedì sull’isola c’era Marion Maréchal, nipote di Marine Le Pen, per testimoniare il suo sostegno al nostro governo) ha precisato che la Francia «ha un dovere di solidarietà europea e che le decisioni verranno prese assieme all’Italia». «Il dovere di tutti noi europei è non lasciare l’Italia sola dinanzi a quello che sta vivendo» ha aggiunto.

Berlino

Il messassio del ministero degli Interni tedesco invece è lo stesso di qualche giorno fa. Uno dei portavoce, in conferenza stampa a Berlino, ha detto di «guardare con preoccupazione a quanto sta accadendo a Lampedusa» e ha confermato lo stop all’accoglienza dei richiedenti asilo provenienti dal nostro paese finché Roma non tornerà a rispettare le regole di Dublino.

Il portavoce del governo, Steffen Hebestreit, ha sottolineato che la Germania resta comunque «un paese solidale» ma che «l’80 per cento dei profughi che arrivano in Germania non sono stati precedentemente controllati dagli altri paesi di provenienza». Per evitare uno scontro frontale troppo duro ha però aggiunto che «con gli amici di Roma, si troverà il modo per riprendere lo scambio che terrà conto del meccanismo di solidarietà e della Convenzione di Dublino».

Dopo gli ultimi accadimenti il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha detto che appena tornato dal suo viaggio negli Stati Uniti si recherà a Parigi e Berlino. Nel frattempo anche l’Austria ha annunciato che «in considerazione del consistente aumento degli arrivi dei rifugiati a Lampedusa, intensificherà i controlli al Brennero».

L’Unione europea

Ieri sull’isola è arrivata anche una delegazione dell’Unione europea. Dalla Commissione fanno sapere che nella stessa giornata ha avuto luogo una riunione del Meccanismo volontario di solidarietà (Vsm) sulla migrazione. L’incontro tecnico era in realtà già stato programmato prima dell’aggravarsi della situazione a Lampedusa. La premier Meloni ha invitato Ursula von der Leyen a visitare Lampedusa.

Frattura nella maggioranza

Intanto la gestione dei migranti continua a dividere il governo. Dopo gli attacchi del vicesegretario della Lega, Andrea Crippa, alla «fallimentare» strategia di Meloni, il viceministro degli Esteri ed esponente di Fratelli d’Italia, Edmondo Cirielli, ha risposto: «Se c’è un’idea risolutiva del problema e Crippa la declina in maniera giuridica è il benvenuto e può proporla in Consiglio dei ministri».

Di certo la premier e il ministro della Difesa, Guido Crosetto, non hanno gradito l’uscita di Salvini che, ospite di Stasera Italia, ha rilanciato l’idea del blocco navale con conseguente coinvolgimento della marina. Intanto il ministro per gli Affari regionali, il leghista Roberto Calderoli, rincara la dose: «Quando Matteo Salvini era ministro degli Interni tutto ciò non si verificava, per cui a buon intenditor poche parole».

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