Sono le scosse più violente da 126 anni a questa parte. Il bilancio di feriti e danni è destinato a crescere, per il momento nessun italiano coinvolto. Tajani: «Chiederemo alla Ue di attivare il “Meccanismo di Protezione Civile Ue”»
Due scosse di terremoto violentissime, a breve distanza una dall'altra, hanno messo in ginocchio il Venezuela provocando il crollo di centinaia di edifici. Il primo bilancio ufficiale – confermato dalla presidente a interim Delcy Rodriguez – parla di 32 morti e 700 feriti, ma i numeri sono destinati a salire. Lo stato più colpito è La Guaira, dove tre bambini sono stati estratti vivi dalle macerie dai soccorsi. Nelle ore successive, nuove scosse di assestamento registrate anche a Caracas.
Secondo l'ambasciatore italiano in Venezuela De Vito al momento non risultano vittime tra i connazionali, «ma molte case sono state distrutte». Gravemente danneggiato l'aeroporto internazionale che ha sospeso i voli. La presidente ad interim Rodriguez ha annunciato lo stato di emergenza e lanciato un appello all'unità nazionale: «La situazione è grave, molte zone sono state colpite gravemente».
Il sisma
La prima scossa è stata di magnitudo 7.1, la seconda addirittura di 7.5. Si è trattato del sisma in Venezuela più violento da 126 anni a questa parte.
In un discorso trasmesso a livello nazionale, Rodríguez ha invitato medici e infermieri a presentarsi nei pronto soccorso di ospedali e cliniche per curare le vittime dei terremoti". «Chiedo a medici, infermieri e a tutto il personale sanitario di recarsi sul posto di lavoro per poter assistere le persone che vengono portate nei pronto soccorso sia degli ospedali che delle cliniche private».
Blackout sono stati registrati nella capitale e nello stato di La Guaira, anche se la rete elettrica resta funzionante nel resto del paese. Secondo testimonianze locali, in gran parte di Caracas manca ancora la corrente elettrica.
La metropolitana e i servizi ferroviari sono stati sospesi per consentire le operazioni di soccorso e recupero. L'aeroporto internazionale Simon Bolivar, che serve la capitale, è stato chiuso dopo aver subito gravi danni. Le lezioni sono state cancellate per il resto della settimana.
L’aiuto dall’Europa
La Farnesina si è mossa per ottenere un quadro della situazione degli italiani e offrire la propria assistenza a Caracas. Mentre è ancora in corso una valutazione dei danni e del numero delle vittime, Antonio Tajani ha chiesto all'Ambasciata di verificare in particolare la situazione degli italiani, aggiungendo che «l’Italia è pronta a prestare assistenza e chiederemo alla Ue di attivare il “Meccanismo di Protezione Civile Ue” che coordina e finanzia interventi di emergenza in situazioni del genere» si legge in una nota.
Tajani ha anche sentito Rodriguez: il ministro ha espresso alla presidente il cordoglio dell'Italia per le vittime già accertate del terremoto che ha colpito il paese. «Siamo vicini al popolo del Venezuela. La presidente mi ha informato del fatto che La Guaira è lo stato più colpito del paese, ma ci sarebbero morti in altre città e villaggi» ha detto.
«Ringrazio la disponibilità manifestata dal governo italiano e dalla prima ministra Giorgia Meloni di offrire supporto in questo momento di difficoltà. Apprezziamo queste espressioni di vicinanza e di solidarietà verso il Venezuela» ha scritto su X la presidente a interim.
La premier Meloni è intervenuta successivamente con una nota per esprimere «a nome del Governo la più sentita solidarietà e vicinanza alle autorità venezuelane e alla popolazione». «La Presidenza del Consiglio è in continuo contatto con il Ministero degli Affari Esteri e la Protezione Civile per attivare tempestivamente ogni canale di aiuto umanitario e di assistenza ai nostri connazionali» si legge ancora.
Aiuto in arrivo anche dagli Stati Uniti, che stanno inviando in Venezuela squadre di ricerca e soccorso, risorse mediche e assistenza umanitaria. Su disposizione del presidente Usa Donald Trump, ha scritto Rubio su X, il Dipartimento di Stato «sta dispiegando immediatamente squadre di ricerca e soccorso, risorse mediche e assistenza umanitaria in Venezuela».
«Gli Stati Uniti esprimono le più profonde condoglianze al popolo del Venezuela dopo i devastanti terremoti» ha continuato Rubio. La presidente Rodriguez ha annunciato che nelle prossime arriveranno anche squadre di soccorso provenienti da diversi paesi, tra cui Stati Uniti, Repubblica Dominicana, El Salvador, Messico e Qatar.
Anche Pechino si è messa a disposizione per fornire «tutta l'assistenza possibile». «La Cina – fa sapere il portavoce del ministero degli Esteri – sta monitorando attentamente la situazione a seguito del terremoto in Venezuela e rimane in stretto contatto con l'Ambasciata cinese nel Paese. Al momento, non sono stati segnalati cittadini cinesi feriti o deceduti. Per il futuro, la Cina è disposta a fornire tutta l'assistenza possibile, in modo appropriato e in base alle esigenze della parte venezuelana».
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