Il punto non è dimenticare, ma sopravvivere. Gisèle Pelicot non vuole definirsi vittima perché si oppone a farsi raccontare, a farsi incasellare nelle categorie che aspettano al varco chi subisce uno stupro, definendo come ci si deve sentire, cosa si deve pensare, in quali tempi, quali parole bisogna usare
Quando nel 2021, ben prima dell’inizio dello storico processo sugli stupri di Mazàn, la storia di Gisèle Pelicot inizia a circolare sulla stampa francese, la rivista Le Nouveau Détective pubblica un lungo articolo. Nel servizio viene raccontata, con toni scandalistici, la vicenda di “Marie P.” e degli stupri subiti da incosciente da parte del marito e di decine di uomini da lui reclutati. «Leggendo, non ero che la “povera donna” o “povera Marie”, la vittima che non ho mai voluto essere, che sono


