Su Domani prosegue il Blog mafie, da un’idea di Attilio Bolzoni e curato insieme a Francesco Trotta. Potete seguirlo a questa pagina. Ogni mese un macro-tema, approfondito con un nuovo contenuto al giorno in collaborazione con l’associazione Cosa vostra. Questa nuova serie sarà dedicata al dossier Mafia e Appalti.


Telefonata delle ore 11,25 del 12/02/1990.

L'architetto CALANDRUCCIO contatta FALLETTA presso l'utenza intestata alla CO.FA.PI. e fissano un appuntamento per il pomeriggio, alle ore 17,00, presso lo studio di CALANDRUCCIO. Nell'occasione l'architetto dovrà consegnare "quelle carte" a FALLETTA che osserva "c'è un mio amico che se le deve portare a Roma", aggiungendo che trattasi di cosa urgente.

L'amministratore della CO.FA.PI. fa presente che gli occorrono tutte le indicazioni ed il foglio di mappa, cose per le quali l'interlocutore garantisce la piena disponibilità. In merito allo stesso argomento CALANDRUCCIO fa presente che la particella di interesse ancora non è in suo possesso e che devono dargliela, osservando "ma comunque... Caserma Capitano Franco... una sola ce ne è... non è che sia...". Aggiunge che bisognerebbe informarsi al Territorio per "la legge di finanziamento" e FALLETTA risponde che è consapevole di ciò e che ieri "ci siamo incontrati con quell'amico" per cui è necessario che si incontrino per "scambiare due parole" in merito. (Vds. all. nr. 454)

L'architetto CALANDRUCCIO si identifica in CALANDRUCCIO Vincenzo, nato a Caltanissetta il 24/11/1952, ivi residente via Salvo D'Acquisto n. 8/A, architetto, funzionario del Genio Civile di Caltanissetta, con studio nello stesso centro via Trieste n. 29.

Tale conversazione ha attinenza con la telefonata delle ore 11,53 del 19/02/1990, già riportata precedentemente, nella quale il dottor GUARINO da ROMA contatta PICONE dicendogli "che per quel problema" bisogna presentare una domanda in bollo al COMILITER - Reparto Infrastrutture, secondo quanto riferitogli da una persona da lui contattata a Roma. Aggiunge che copia della domanda dovranno inviarla a lui "perché poi io la seguirò allo Stato Maggiore".

Telefonata delle ore 17,49 del 12/02/1990.

FALLETTA forma l'utenza nr. 20287, intestata allo studio di architettura di Vincenzo CALANDRUCCIO, e riferisce a quest'ultimo che "quelle carte" dovrebbe portarle al bar LA PAGLIA, dove passerà l'avvocato SCICHILONE con un'altra persona per portarle a Roma. (Vds. all. nr. 455)

Telefonata delle ore 18,32 del 12/02/1990.

L'architetto CALANDRUCCIO conferma a FALLETTA di aver consegnato "quelle cose" all'avvocato SCICHILONE.

Successivamente il chiamante fa presente che "per l'altra cosa... non lo so... ci dobbiamo sedere... ne dobbiamo parlare... a me mi pare esagerato, poi non lo so...". A dire del FALLETTA si tratta di un progetto dell'importo di 100 milioni che sicuramente finirà a più di 2 miliardi. Della cosa parleranno di persona successivamente. (Vds. all. nr. 456)

Telefonata delle ore 11,05 dell'11/03/1990.

L'architetto CALANDRUCCIO lascia un messaggio alla segretaria della CO.FA.PI. per SCICHILONE, FALLETTA o PICONE: l'indomani dovrebbero farsi vedere presso il Genio Civile, in mattinata, per portare "quelle carte... a... quelle persone di Marianopoli". (Vds. all. nr. 457)

Telefonata delle ore 19,00 dell'11/06/1990.

Tale Luigi MESSINA, ingegnere con studio in via Mazzini n. 65, Agrigento, riferisce a FALLETTA di avere qualche problema con "quello dell'Assessorato", certo SANTORO, il quale non sta accogliendo la perizia redatta per "quel lavoro lì a Ravanusa, nella quale ho la direzione dei lavori". FALLETTA andrà l'indomani a Palermo e nell'occasione parlerà con SANTORO. (Vds. all. nr. 458)

Effettivamente l'ingegnere Luigi MESSINA risulta essere il progettista - direttore dei lavori "di realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria, a servizio di nr. 36 alloggi popolari in contrada Piano di marco" dell'importo di lire 794.103.020, di cui 638.152.753 per lavori a base d'asta. I lavori in argomento venivano appaltati alla associazione di imprese "FAVATA Salvatore - NOBILE Vincenzo e MINGOIA Vincenzo" con una offerta di ribasso del 15,50%, in data 30 marzo 1989.

Telefonata delle ore 19,07 dell'11/06/1990.

FALLETTA conferma all'ingegnere MESSINA che il giorno dopo andrà a Palermo per sistemare la situazione relativa a SANTORO con un intervento del proprio cugino oppure di tale RUGGERI, aggiungendo che in alternativa c'è anche "qualche altro amico, non c'è problema". Successivamente FALLETTA sollecita l'interlocutore a darsi da fare politicamente soprattutto tramite l'Onorevole Salvatore CARDINALE, aggiungendo che deve andare direttamente da lui e dirgli: "Vedi che io ormai sono catalogato sulla vostra onda di frequenza... ma non è che significa che mi dovete abbandonare, qua guardate che esclusivamente da voi dipende". Sempre a riguardo dello stesso argomento FALLETTA suggerisce di combinare con lui un incontro con l'Assessore, e l'interlocutore risponde di esserci già andato personalmente, ottenendo disponibilità ma avendo sentore di discorsi fumosi e vaghi. Senza entrare nel merito dell'argomento, osservano che è interessato anche tale Ignazio, il quale "si sta muovendo" e che a dire di FALLETTA avrebbe le stesse chances di MESSINA anche perché egli si è rifiutato di accompagnarlo dall'Assessore. (Vds. all. nr. 459)

Telefonata delle ore 17,15 del 16/06/1990.

Luigi MESSINA chiede a PICONE se ha notizie di "quella cosa" per la quale doveva interessarsi FALLETTA. PICONE risponde che sono ottime in quanto Alfredo è riuscito "in un blitz notevole" ed aggiunge che però gli hanno fatto capire che "molto sarà destinato al merito del...". (Vds. all. nr. 460)

Telefonata delle ore 19,08 del 12/02/1990.

Franco GIARDINA chiede a FALLETTA se può interessargli un lavoro a Contessa Entellina relativo alla costruzione di 20 alloggi popolari, facendo presente che il progettista è suo cugino e che forse il lavoro sarà organizzato dal Comune. FALLETTA risponde "pigliamo tutto... poi facciamo... la... la selezione..." e che comunque telefonerà per la conferma. (Vds. all. nr. 461)

Telefonata delle ore 16,17 del 13/02/1990.

FALLETTA contatta l'ingegnere ALMANZA Salvatore, già generalizzato, il quale gli riferisce che "secondo me è una sola la direttrice... si può seguire... perché quella diretta con il Bilancio... dato il tipo che c'è lì ora... è quasi impossibile... me lo dicevano anche altri" facendo riferimento "ai sette" (progetti). Aggiunge che li sta seguendo e che per il "sei" bisogna modificare qualche cosa. Fa presente che in giornata si vedrà con un "personaggio di là" e a tal proposito FALLETTA risponde che può riferire che hanno avuto la conferma che non ci sono problemi. ALMANZA dice che per il giorno 19 o 20 "si comincia" e che il 19 bisogna fare quelle cose che per legge debbono essere discusse prima della ratifica. (Vds. all. nr. 462)

Telefonata delle ore 16,37 del 13/02/1990.

Enzo FERRO dice a FALLETTA che "quella cosa" è stata fissata per il giorno 21 e che bisogna procurarsi "quel documento" dal quale si evince che "è stata votata". Poi i due parlano di una dicitura che deve essere inserita nella dichiarazione (non si comprende bene il fine) e che a FALLETTA è stata suggerita da un funzionario di Roma (probabilmente GUARINO) che era andato a fargli visita il giorno precedente. FALLETTA poi aggiunge che "loro" possono rivolgersi alla segreteria del TUMARRANO per avere notizie in merito ad un fatto "... che io ho assistito personalmente" (presumibilmente con riferimento alla modalità "astuta" con la quale hanno escluso qualcuno da una gara). Successivamente discutono di un affidamento di incarico disponibile presso l'amministrazione di Porto (Empedocle) e a riguardo FALLETTA fa notare che dovrà incontrarsi a Roma con un direttore generale. (Vds. all. nr. 463)

Telefonata delle ore 10,45 del 20/02/1990.

Alfredo FALLETTA contatta l'ingegnere GARRO presso l'utenza nr. 0934/20287 intestata all'architetto CALANDRUCCIO Vincenzo, studio di architettura viale Trieste n. 29, Caltanissetta. L'amministratore della CO.FA.PI. chiede se ci sono notizie dal Genio Civile e l'interlocutore risponde che gliele darà l'indomani.

Raccomanda a GARRO di rivolgersi a CASTIGLIONE, già generalizzato, facendo presente che la cosa riguarda anche lo stesso FALLETTA. GARRO chiede se "ha parlato per quella cosa là vicino" e l'interlocutore risponde di sì aggiungendo che ormai ha preso l'impegno. (Vds. all. nr. 464)

Telefonata delle ore 17,58 del 23/02/1990.

FALLETTA forma il nr. 091/489509 intestato allo studio professionale dottor UNTI e parla con Giovanni Unti (verosimilmente, in quanto nel corso della telefonata il nome non viene mai pronunciato) al quale conferma che lo aveva cercato vanamente "per quella cosa che avevamo noi oggi" e che comunque era riuscito a mettersi in contatto con "altre persone". FALLETTA aggiunge che la cosa riguardava il Comitato, ove sono sorti dei problemi nonostante sembrasse che qualcuno avesse seguito la faccenda. FALLETTA continua dicendo che la cosa si è conclusa con un rinvio e che il lunedì successivo sarebbe andato presso il comitato per vedere cosa c'è da fare.

UNTI chiede di cosa si tratti precisamente e FALLETTA risponde che il problema è Niscemi, nonostante il progetto sia stato fatto bene. A questo punto UNTI spiega che le cose non vanno come nelle previsioni perché sono sorti dei contrasti all'interno del Comitato fra tecnici, geologi, consulenti e geotecnici e che anche altri due progetti sono stati rinviati. FALLETTA chiede conferma della presenza nel Comitato di tale LAUDANI, che dovrebbe essere l'architetto relatore della pratica in argomento e che "è amico", cosa confermata da UNTI, il quale aggiunge che i problemi non nascono da lui, ma da una situazione di contrasto più generale in seno al Comitato. FALLETTA ribadisce che la sera precedente hanno deciso di non ritirare ufficialmente il progetto, ma di rinviarlo perché il lunedì successivo saranno date le specifiche da modificare, al che UNTI risponde che si interesserà anche lui della cosa. Successivamente UNTI raccomanda a FALLETTA di fargli sapere tempestivamente per "l'altra cosa", al che il FALLETTA risponde che è stata approvata e aveva dimenticato di dirlo. Dovrebbe trattarsi di un lavoro a Mazara del Vallo per il quale l'ingegnere PICONE ha avuto una riunione a Roma. UNTI raccomanda che gli venga comunicato subito "il via" in modo da mandare rapidamente "LIGAMMARI" sul posto "e partiamo subito a razzo...". (Vds. all. nr. 465)

Effettivamente nell'adunanza del C.T.A.R. del 23/02/1990 è stato discusso il progetto delle infrastrutture museali, ricettive, formative, varie e valorizzazione del territorio boschivo comunale, riguardante il Comune di Niscemi, ammontante a lire 25 miliardi. In tale seduta il progetto veniva rinviato per integrazione atti e nella seduta del 13/03/1990 veniva restituito per integrazione atti. Relatori della prima seduta risultavano l'architetto LAUDANI ed il dottor CAPPELLANI, mentre nella seconda era presente solo l'architetto LAUDANI.

Telefonata delle ore 17,20 del 01/03/1990.

Tale CAMPO da Castelbuono si fa annunciare da una donna che chiede dell'avvocato SCICHILONE o del geometra FALLETTA, ma entrambi sono usciti, per cui la conversazione ha luogo tra lo stesso CAMPO e l'ingegnere PICONE, come segue:

p = PICONE c = CAMPO

O M I S S I S

p. buonasera signor CAMPO, PICONE parla

c. ehh... pronto... CAMPO sono... senta io telefonavo perché sto facendo l'aggiornamento di quel progetto del...

p. perfetto

c. del cuore

p. sì

c. prima che vada in gara

p. sì, perfetto

c. tempo fa Alfredo mi aveva... fatto avere due schede: una per... per quanto riguarda lo stralcio... e una per il progetto generale...

p. perfetto

c. ora so... (incomprensibile)... però... c'è un problema... il progetto generale supera il totale del miliardo... e non è che questo comporta un problema di competenza diversa

p. no, no... non comporta un problema perché...

c. ufficio tecnico, quindi l'ispettorato tecnico...

p. no, non comporta

c. perché nel decreto... assessoriale... dico... ma... c'è una indicazione precisa per quanto riguarda la somma

p. sì

c. se io parlo ora a base d'asta e per... le altre voci sono a disposizione dell'amministrazione, cioè, quindi non c'è dubbio che dovremmo impegnare tutto l'importo previsto nel decreto assessoriale per 950... 6 milioni e rotti... tra... il momento di far fronte ai pagamenti, evidentemente si farà una... una rispondenza perché rispetto al prezzo di perizia... per i lavori, magari, va bene però, per le altre voci... c'è un esubero rispetto al totale preventivato... prima era 250 milioni... (incomprensibile)... con l'aggiornamento ci sono gli... (incomprensibile)... milioni in più, quindi, come si farà fronte in sede di appalto alla... al pagamento di... di questa somma... (incomprensibile)... e al momento non c'è nessuna possibilità di provvedervi... quindi... eh...

p. sì, sì, ho capito

c. eh... mi pare che ci sia forse qualche limitazione o... prima di procedere alla gara dovrebbe essere ulteriormente approvato dall'assessorato... (incomprensibile)... hanno tutto e domani dovrei presentare al comune queste cose eh... per... chiedere il visto all'ufficio tecnico, però, non vorrei che ci fosse una complicazione in ordine alla limitazione spesa considerato che superiamo un miliardo e... tutto qua... che poi ehhh... in programma... (incomprensibile)... parla con CASTIGLIONE, il mio collaboratore... ehhh... poi dirà tutto, va bene?

p. va bene.

Successivamente la conversazione continua tra CASTIGLIONE (collaboratore di CAMPO) e l'ingegnere PICONE che informa l'interlocutore che bisogna mandare in gara il vecchio progetto perché l'integrazione delle somme necessarie verrà richiesta successivamente con una perizia di variante di assestamento con la quale viene recuperato il ribasso d'asta. Aggiunge che si tratta di una procedura automatica per la quale è competente la direzione dei lavori e non è soggetta all'approvazione di nessun organo, come si evince dall'articolo 23 della Legge 21.

Infine fissano un appuntamento PICONE e CAMPO presso l'assessorato ai LL.PP. di Palermo per le 11.00 del mercoledì successivo. (Vds. all. nr. 466) CAMPO si identifica in CAMPO Antonio fu Giuseppe e di Minà Annetta, nato a Castelbuono il 04/05/1950, ivi residente contrada S. Ippolito - coop. Dolce Sogno, geometra, assessore al comune di Castelbuono dallo 01/01/1990 al 30/06/1990 per l'Annona, Lavoro e Pubblica Istruzione.

Telefonata delle ore 13,14 del 02/03/1990

L'avvocato Aldo SCICHILONE chiama da Palermo l'utenza intestata alla CO.FA.PI. ed informa FALLETTA che gli è stato dato "quel documento", aggiungendo che "quella cosa.... ha.... inserito... ahh... quella di ALMANTE (o simile)..." anche se con un punto interrogativo, comunque ha insistito. Concordano che all'appuntamento della sera con GHIGLIO e "l'americano" andrà PICONE in quanto l'avvocato l'indomani partirà alle cinque del mattino. Poi continuano come segue:

f = FALLETTA s = SCICHILONE

O M I S S I S

f. ehh... come lo devo sapere... ma dice Luigi: "arrivò là regolarmente la busta... alla vigilia della gara"

s. ehh... arrivata al 100% perché quelli, davanti a me gliela hanno portata... alla posta

f. ahh... davanti a te gliela hanno portata

s. quindi non c'erano problemi

f. va bene

s. se Luigi gli vuole fare una telefonata

f. pomeriggio chiamiamo

s. ehhh... perché lì ci sono i numeri... ma quello davanti a me ce l'ha mandata già

Si salutano. (Vds. all. nr. 467)

Telefonata delle ore 18,50 del 12/03/1990.

L'ingegnere LODATO contatta FALLETTA presso la CO.FA.PI. per fissare un appuntamento "... con quelli... con quello di Licata". L'interlocutore risponde di aver parlato con l'interessato poco prima e che l'appuntamento si può concordare tranquillamente. In merito a "quella cosa" di Racalmuto da risolvere, sulla quale FALLETTA chiede notizie, LODATO osserva che bisogna apportare una variante al programma, come riferitogli da Luigi, e quindi solo dopo potranno "cominciare a... con il resto delle cose".

LODATO chiede notizie per Serradifalco e FALLETTA risponde che hanno appuntamento l'indomani nel pomeriggio e che basta la sua presenza per la firma del contratto.

L'ingegnere chiede anche se "Alduccio" (SCICHILONE) "... aveva parlato con... con il geometra", avendo conferma dell'avvenuto colloquio da FALLETTA che prima domanda se si tratta di "quello con la N" ed avutane la risposta fa presente che è tutto fatto "... non ti interessare più che non c'è bisogno...". In merito ad una delibera inerente Agrigento LODATO dice che ancora "non l'hanno pubblicata" (con chiaro riferimento a qualche bando di gara). (Vds. all. nr. 468)

Telefonata delle ore 16,26 del 14/03/1990.

Angelo PASSANISI saluta l'ingegnere PICONE e si fa passare Aldo SCICHILONE, con il quale conversa come segue:

p = PASSANISI s = SCICHILONE

O M I S S I S

s. che è?

p. qua niente... che deve essere... troppo... (incomprensibile)

s. che è?

p. posto niente

s. che è successo...

p. ehh, niente... u iucu fatto (il gioco fatto)... le scarpe compà (compare)

s. sì... ahh...

p. ehhh...

s. ho capito, ci sono voti... alti

p. eh, sì

s. ma già l'hanno finito?

p. no, di finire no... però

s. Angelo, qua siamo

p. in base ai conti... siamo in sesta posizione

s. sino ad ora

p. sino ad ora... e, quindi

s. non sappiamo che succede dopo

p. eh... eh... dove andremo a finire non si sa

s. va be' Angelo

p. quindi, un po' gli impegni nessuno non...

s. non sono stati mantenuti

p. non sono stati mantenuti... si potrebbe tentare, qua a me non mi

s. Angelo, di presenza ne dobbiamo parlare di queste cose, qua a me non mi

p. no, va be'... certo

s. non mi devi chiamare di queste cose a me

p. no, va bene... ehh...

s. ehh... ci vediamo o vieni... ehh... è inutile che continuiamo... se tu ritieni che c'è da fare qualche cosa... vieni e ne parliamo, ci parliamo stasera là.

Rimangono d'accordo che si sentiranno in serata per un appuntamento. (Vds. all. nr. 469) Angelo si identifica in PASSANISI Angelo Maurizio di Salvatore e di Riggi Maria, nato a Caltanissetta 29/11/1957, ivi residente via Tenente Lillj Bernardo nr. 29, impiegato, coniugato.

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