Su Domani prosegue il Blog mafie, da un’idea di Attilio Bolzoni e curato insieme a Francesco Trotta. Potete seguirlo a questa pagina. Ogni mese un macro-tema, approfondito con un nuovo contenuto al giorno in collaborazione con l’associazione Cosa vostra. Per circa una settimana questa nuova serie sarà dedicata al Festival di Trame 2026.


Ho raccolto con piacere l’invito a riflettere sull’approfondita inchiesta giudiziaria curata dall’inviato del quotidiano Domani Nello Trocchia, riportata nel volume dal titolo “Invincibili”, che racconta l’espansione dei gruppi criminali albanesi in Italia, in Europa e nel mondo.

Con l’efficace e avvincente piglio giornalistico, uno stile semplice, diretto ed efficace, l’autore ha fornito un affresco della genesi e dello sviluppo di un flusso criminale che si è propagato dall’Albania nei primi anni Novanta sino ad affermarsi nella Capitale, in più regioni del Paese, in Stati europei e in America.

Il libro racconta l’esperienza vissuta dal coraggioso giornalista, destinatario di atti di violenza e minaccia, della realtà esistente nello Stato d’origine, l’Albania, dal regime crollato al sangue della guerra civile e ai flussi via mare di emigranti diretti in Italia, alle bande criminali, al riciclaggio dei proventi delle attività delittuose in immobili, resort e attività economiche; parla di picchiatori e killer, di narcotrafficanti di prima grandezza in grado di organizzare importazioni di notevoli quantitativi di stupefacenti, in grado di entrare in contatto con i produttori di Cocaina in Sud America, di stretti legami che uniscono il crimine italiano, nelle sue varie articolazioni, a quello albanese, dell’uso della violenza, di accondiscendenza e di complicità di componenti della classe dirigente, di incontri con le vittime delle batterie criminali albanesi e della loro omertà, di contatti tra l’autore e boss, investigatori e giudici.

“Non un libro sull’Albania, ma sul crimine del Paese delle Aquile, sulle sue cellule in giro per il mondo”, per usare l’efficace espressione utilizzata dal dottor Trocchia. Il volume è avvincente e unico, ha il pregio di offrire una visione d’insieme di un fenomeno criminale composito descritto da numerosi protagonisti molti dei quali intervistati e incontrati, indicati “in ordine di apparizione” all’inizio di ogni capitolo, che viene impreziosito dallo studio di materiale investigativo e di esiti di processi celebrati.

Contribuisce ad accendere il faro su uno dei gruppi stranieri più pericolosi che, assieme a quelli cinesi e nigeriani, in maniera prepotente si sta affermando sempre più, riuscendo a conquistare spazi criminali.

I suoi componenti sono riconosciuti, come soggetti affidabili, dagli esponenti dei sodalizi mafiosi storici italiani come la ‘ndrangheta, la Sacra Corona Unita e la Camorra, interagiscono con i gruppi cinesi, investono nel nostro Paese in centri storici delle città più note al mondo e in plurimi settori imprenditoriali. Sono cresciuti sul piano criminale e non va sottovalutato il grave pericolo che deriva dal loro agire.

Gli sforzi investigativi stanno consentendo di aprire squarci conoscitivi di sicuro rilievo, alcuni narcotrafficanti albanesi e appartenenti a gruppi mafiosi tradizionali hanno intrapreso il proposito di collaborare con la giustizia, sono stati effettuati sequestri di beni.

Ma il livello del contrasto va potenziato, con l’incremento dei sequestri e delle confische di beni provenienti da attività illecite, con lo sviluppo degli investimenti per affinare le tecniche di penetrazione delle piattaforme informatiche e delle comunicazioni con apparecchi criptati, con maggiore attenzione al fenomeno della corruzione che coinvolge gli esponenti della criminalità e il settore economico-politico, con l’incremento dell’impiego delle Squadre investigative comuni e il miglioramento dell’utilizzo di tale strumento per rendere più tempestive le investigazioni simultaneamente in più Paesi, con l’introduzione di misure di isolamento carcerario dei boss ristretti nelle carceri albanesi e di altri Paesi per impedire loro di continuare le loro attività delittuose.

Sarebbe importante estendere l’applicazione delle misure di protezione e di assistenza previste per i collaboratori e i testimoni di giustizia per i soli cittadini italiani agli stranieri per incentivare la collaborazione con la giustizia, sul modello di quanto hanno effettuato, di recente, attenti esponenti politici, proponendo di estendere la cittadinanza italiana ai lavoratori che collaborano fornendo apporti attendibili.

Nella direzione di affinare gli strumenti di contrasto è un’iniziativa apprezzabile l’introduzione della confisca senza condanna nello spazio Ue, che estende il regime delle misure di prevenzione italiane, da parte della Direttiva 2024/1260 del Parlamento europeo e del Consiglio del 24 aprile 2024. La stessa attiene al recupero e alla confisca dei beni, e prevede l’invito a introdurre regole armonizzate in materia di ricerca, congelamento, confisca e gestione dei beni, unificando le prassi tra gli Stati membri e rendendo più efficiente il recupero dei proventi illeciti.

© Riproduzione riservata