Dopo aver parlato delle concessioni e dei legami dei soci della Cofapi con Cosa Nostra, è necessario riportare i loro collegamenti con il mondo imprenditoriale, politico e della pubblica amministrazione, finalizzati all’illecita gestione degli appalti pubblici e al controllo di interessi economici
Su Domani prosegue il Blog mafie, da un’idea di Attilio Bolzoni e curato insieme a Francesco Trotta. Potete seguirlo a questa pagina. Ogni mese un macro-tema, approfondito con un nuovo contenuto al giorno in collaborazione con l’associazione Cosa vostra. Questa nuova serie sarà dedicata al dossier Mafia e Appalti.
Dalla documentazione richiesta riguardo alle gare citate nella telefonata si rileva quanto segue:
l'Assessorato Beni Culturali della Regione Siciliana, come già riportato precedentemente, non ha trasmesso la documentazione richiesta e, pertanto, non si è in grado ancora di riferire in merito alla gara di Monreale;
nel comune di Naro non è stata indetta alcuna gara con i requisiti indicati nella conversazione telefonica;
il sottosegretario FIORINO al momento non è stato identificato.
La documentazione relativa alla gara della Palermo-Sciacca non si è ritenuto opportuno acquisirla.
TELEFONATA DELLE ORE 12:09 DEL 29/06/1990.
FAVRO dice a Li Pera che ha ricevuto un invito per una gara indetta dall'U.S.L. di Bivona (AG), per un importo di lire 6.900.000.000 circa. Quest'ultimo riferisce di aver già dato le carte, forse a CANI, e che "...ho dato il nome di tutto io..." "...sì, ho dato il nome di chi ha chiesto...", aggiungendo che in tale contesto erano implicati anche tali DI LITTA e VETERE. (vds. all. nr. 336).
La U.S.L. nr. 9 di Bivona il 09/07/1990 espletava licitazione privata per l'aggiudicazione dei lavori di trasformazione dell'ex antitracomatosario in Ospedale Generale, dell'importo a base d'asta di lire 6.900.000.000.
Alla citata gara veniva invitata, tra le altre, anche la RIZZANI DE ECCHER che, in base ai suggerimenti dati dal LI PERA, si asteneva dall'inviare offerta e pertanto la gara veniva aggiudicata alle Imprese riunite ISPERIA-GRASSADONIA-COGERI-ERCOLANI che avevano offerto un ribasso del 4,11%. (vds. all. nr. 337).
Ancora una volta si aveva la dimostrazione dell'esistenza dell'organizzazione criminale dedita al controllo illecito delle gare di appalto.
I due, VETERE e DI LITTA, citati nella telefonata si identificano in:
VETERE Carlo, di Vincenzo e di De Luca Claver, nato a Cosenza l'11/08/1952, residente a Castelbuono via San Paolo nr. 24, coniugato, pregiudicato;
DI LITTA Armando, nato a Roccasecca (FR) l'1/06/1943, già residente ad Udine in via Valussi nr. 22. 675
CO.FA.PI.
COSTRUZIONI FALLETTA - PICONE
La CO.FA.PI. s.r.l. veniva costituita in data 21/07/1988, con atto del notaio MORO Pietro, avente studio notarile in Tolmezzo (UD). La sede della società era fissata in Tolmezzo, via Papa Giovanni XXIII nr. 2.
I soci fondatori risultavano:
FALLETTA Alfredo, nato a Campofranco (CL) il 12/06/1950, ivi residente Piazza Vittorio Veneto nr. 1, imprenditore;
PICONE CHIODO Luigi, nato a Racalmuto (AG) il 03/10/1953, residente ad Agrigento via Papa Giovanni XXIII nr. 94, ingegnere.
L'oggetto sociale della CO.FA.PI., la cui durata veniva fissata al 31/12/2020, era così definito:
l'esercizio dell'industria delle costruzioni edili, stradali, ferroviarie, marittime, idrauliche, di bonifica, civili, industriali, sia in nome proprio che per conto di enti pubblici, di privati, nonché l'esercizio di tutte le attività connesse e similari ed in via esemplificativa e non tassativa di tutti i lavori contemplati nelle tabelle previste dall'Associazione Nazionale Costruttori;
la costruzione o la gestione anche in aree in concessione di immobili rustici, urbani, industriali, turistici, alberghi, complessi alberghieri, impianti sportivi;
la gestione di cave, miniere e lo smercio di prodotti relativi;
la società può quindi compiere tutte le operazioni mobiliari, finanziarie, commerciali ed immobiliari, nonché avvalersi di consulenti, professionisti, esperti nei singoli rami della attività sociale e ad essa connessi o che comunque possono giovare all'attuazione dello scopo sociale;
la società potrà contrarre mutui e finanziamenti normali e/o agevolati e/o regolati da leggi speciali, con o senza garanzie reali, convenire locazioni anche ultranovennali, compiere qualsiasi operazione bancaria compreso il prelievo di fondi allo scoperto su conti correnti nei limiti della disponibilità concessa;
potrà prestare fidejussioni a garanzia di altri soggetti e costituire ipoteche a favore di terzi, potrà anche assumere, sia direttamente che indirettamente, interessenze e partecipazioni in altre società o imprese aventi oggetto sociale analogo o connesso al proprio.
Con delibera di assemblea dell'8/07/1989, la sede della società veniva trasferita in Caltanissetta, Viale della Regione nr. 45/F e successivamente in Campofranco (CL), via Santa Croce nr. 1.
L'attuale capitale sociale, di lire 99 milioni, è suddiviso in parti uguali tra i soci fondatori e SCICHILONE Aldo, successivamente subentrato nella società, con 33 quote ciascuna del valore di lire 1.000.000.
La carica di Amministratore Unico è ricoperta da Alfredo FALLETTA, titolare firmatario della ditta individuale omonima avente sede in Campofranco (CL), via Vittorio Emanuele nr. 79, nonché socio accomandatario, dal 28/04/1987, della "ICO SUD di FALLETTA Alfredo & C. s.a.s.". 678
Dopo aver interloquito circa le concessioni ed i legami dei soci della CO.FA.PI. con "Cosa Nostra" (vedasi parte relativa all'associazione) è necessario riportare i collegamenti degli stessi, nell'ambito dell'attività professionale, con il mondo imprenditoriale, politico e della Pubblica Amministrazione, finalizzati alla illecita gestione degli appalti pubblici ed al controllo di interessi economici.
Dai servizi svolti e da quanto emerso nell'analisi della documentazione fornita dagli Enti interessati, è risultato che frequentemente l'attività della società sfociava in illeciti ed irregolarità commessi con la complicità di funzionari preposti, nei vari livelli, alla gestione del denaro pubblico.
In data 20/01/1990, il G.I.P. del Tribunale di Palermo, con Decreto 3/90 concedeva l'autorizzazione all'intercettazione telefonica dell'utenza nr. 0934/959083 intestata alla CO.FA.PI. s.r.l., confermata dal Decreto nr. 38/90 Int. del 07/02/1990.
In data 09/04/1990, con Decreto n. 113/90 Int. sempre emesso dal G.I.P. del Tribunale di Palermo, veniva concessa l'intercettazione telefonica dell'utenza 0934/959290 anch'essa intestata alla CO.FA.PI.. Il servizio, che si protraeva sino al 14/12/1990, forniva riscontri positivi tanto che alcuni sono già stati usati per costituire elemento di sostegno alla prima parte di questa informativa concernente l'associazione per delinquere.
Con nota nr. 9136 del 14/09/1987 il Commissario straordinario della U.S.L. nr. 15 di Mussomeli, dottor Bartolomeo Segreto, rendeva noto che con deliberazione commissariale n. 526 del 25/05/1987, parzialmente modificata con deliberazione n. 677 del 29/07/1987, veniva affidato l'incarico di progettazione, direzione, contabilità ed assistenza dei "lavori di completamento per la costruzione Ospedale M.I.Longo di Mussomeli" ai sottonotati professionisti:
architetto Alberto SPOSITO, con domicilio in via Ausonia nr. 103, Palermo;
architetto Angelo AMATO, domiciliato in piazza Marconi nr. 22, Caltanissetta;
ingegnere Oreste LO GIUDICE, via Carnevale nr. 29, Caltanissetta. (vds. all. nr. 338).
Con deliberazione del Commissario Straordinario dottor Bartolomeo SEGRETO datata 19/07/1988, veniva approvato in linea amministrativa il progetto generale di lire 8 miliardi e 400 milioni e quello del primo lotto di lire 2 miliardi, in ottemperanza a quanto modificato e prescritto C.T.A.R. con voto nr. 15537 espresso il 05/07/1988. (vds. all. nr. 339).
Nel seguire le vicende relative ai lavori sopra citati si constatava che particolari rapporti intercorrevano tra l'impresa incaricata dei lavori, la direzione lavori e vari funzionari della Pubblica Amministrazione.
La gara d'appalto, indetta con licitazione privata dalla U.S.L. nr. 15 di Mussomeli in data 07/06/1989, veniva aggiudicata dalla CO.FA.PI. s.r.l. con un ribasso d'asta dell'1,01%. La SOGEME ed il Consorzio Emiliano Romagnolo Bologna offrivano rispettivamente un ribasso dello 0,80% e 0,88%. Il plico relativo all'offerta della impresa SIMIC di Palermo perveniva fuori termine, per cui la citata ditta veniva esclusa dalla gara. Le altre nove imprese ammesse alla gara, di seguito indicate, non partecipavano all'offerta:
SOLLAMO geom. Alfonso di Agrigento;
S.I.GE.CO. spa di Parma;
Consorzio Coop. Produzione e Lavoro di Forlì;
ESSPA Costruzioni spa di Palermo;
Siracusa Costruzioni di Agrigento;
MARCHICA Gaetano di Agrigento;
IACOPELLI Procopio Giuseppe di Agrigento;
SICE spa di Agrigento;
I.T.I. di STRAMERO Domenico & C. di Polizzi Generosa.
(vds. all. nr. 340).
L'importo dell'appalto veniva determinato in lire 1.556.381.213 ed il relativo contratto era sottoscritto in data 21/07/1989, oltre che dal Presidente del Comitato di Gestione della U.S.L. nr. 15, LANGELA Desiderio, dal Direttore Amministrativo Capo Servizio dello stesso Comitato di Gestione Dr. Luigi DI BARTOLO e dall'Amministratore Unico della CO.FA.PI. s.r.l. Alfredo FALLETTA. (vds. all. nr. 341). Con verbale del 21/07/1989 il Presidente della U.S.L., LANGELA Desiderio, effettuava la consegna parziale dei lavori alla CO.FA.PI. s.r.l. fissando la consegna degli stessi entro 24 mesi dalla stesura del verbale, cioè alla data del 20/07/1992. (vds. all. nr. 342).
TELEFONATA DELLE ORE 12:47 DEL 01/02/1990.
L'ingegnere LO GIUDICE, progettista e direttore dei lavori, chiama la CO.FA.PI. e con l'ingegnere PICONE ha luogo la seguente conversazione:
L= LO GIUDICE I= Ingegnere della COFAPI (PICONE)
L= dunque io le volevo dire alcune cosette. Prima di tutto ahhh... ci sono difficoltà lì all'ospedale perché non vogliono nominare l'ingegnere... l'ingegnere...;
I= COSENZA?... chi glielo ha detto?...;
L= va bene?... me lo ha detto...;
I= il dottore?...;
L= una persona di là dentro... va bene?...
I= e quando... quando glielo hanno detto?... stamattina?;
L= ora ora... ora io direi che se non nominano quella persona non vogliamo nessun altro perché lei lo capisce viene un altro geotecnico... ehhh... ehhh... vogliono incominciare a fare un'altra volta sondaggi, un'altra volta cose, cominciano un'altra volta daccapo e noi... o viene quello o non viene nessuno; ci dice che "caso mai ve la pagate voi altri ve la pagate, la direzione dei lavori qualsiasi cosa ma intanto non vogliamo più nessuno perché già noi abbiamo già iniziato a lavorare";
I= lei glielo disse pure a questo?...;
L= sì gliel'ho detto, ma quello dice: "io non è che mi posso imporre";
I= sì;
L= va bene?... quindi lei veda di poter intervenire, quindi o nominiamo quello o non nominiamo nessuno... insomma noi paghiamo noi altri insomma, va;
I= ora nel pomeriggio vedo;
L= è giusto?;
I= sì
A questo punto LO GIUDICE fa presente che occorrono una copia della relazione tecnica del progetto ed una relazione completa da allegare sia al progetto generale che allo stralcio, in quanto richiesta dall'amministrazione.
I= sì però dobbiamo chiudere prima questa questione perché giustamente l'ingegnere COSENZA nella relazione ci mise U.S.L. come incarico, U.S.L. quindi ora va bene, ora vedo un poco io ingegnere;
L= comunque;
I= le do notizie domani;
L= intervenga immediatamente perché se viene un altro geotecnico siamo... siamo consumati va, perché lei sa che i geotecnici ognuno agisce per conto suo;
I= ah, ma è evidente;
L= e non creda a nessuno, non creda a nessuno.
I due concludono la conversazione osservando che bisogna fare di tutto per "bloccare... o niente, non piangiamo noi altri, va bene?". Si salutano. (vds. all. nr. 343)
TELEFONATA DELLE ORE 12:52 DEL 01/02/1990.
L'architetto AMATO chiama la CO.FA.PI. e chiede dell'ingegnere PICONE con il quale ha la seguente conversazione:
A= AMATO P= PICONE
P= pronto?;
A= ingegnere carissimo;
P= architetto;
A= perciò ho parlato con quello che lei ha lì a lato;
P= sì;
A= eh, il consulente va, si mise a ridere... e certo, ci sono problemi dici sembra... no, non ci sono problemi... quindi se possiamo sentirci, vederci;
P= sì, sabato mi chiamò LO GIUDICE, forse dovremmo vederci sabato, segna perché abbiamo già concordato, neanche mezz'ora fa, con l'ingegnere capo... (sovrapposizione di voce);
P= allora lunedì;
A= lunedì... ma perché che cosa c'è?;
P= no, per vederci là a Mussomeli ehh... poi mi ha telefonato... là fanno questioni per l'incarico geotecnico, insomma ora o domani ci salgo, vedo come è la questione;
A= ma come fai... che te lo ha detto, LO GIUDICE, che fanno questione?;
P= sì;
A= ma che ne sa lui?... non gli ha parlato lei con...;
P= ci ha telefonato, parlo ora con il dottore... sì... e c'è il presidente che ne voleva uno solo... le solite cose;
A= ma cose da pazzi... ma... se quello... comunque veda lei... va bene... la mia presenza qua non c'è proprio bisogno... io ho altre ...incompr... votazioni... 'sti cosi... lunedì forse devo essere a Messina, non è una cosa facile, se noi ci possiamo vedere ehh... per questa cosa mia, lei quando viene verso qua?;
La conversazione prosegue circa alcune fatture da "sistemare" ed in particolare di una per l'architetto AMATO che osserva "se si può aumentare mi fa un grande...", alché PICONE evidenzia che c'è in ufficio con lui il dottor ROMA, commercialista. Si risentiranno la domenica successiva. (vds. all. nr. 344)
TELEFONATA DELLE ORE 11:21 DEL 05/02/1990.
L'ingegnere PICONE forma l'utenza nr. 952044, intestata all'Ospedale di Mussomeli, Circoscrizionale "Longo" - c/da Beveraturella s.n. e conversa con il dr. DI BARTOLO, Direttore Amministrativo Capo Servizio del Comitato di Gestione della U.S.L. 15, al quale chiede notizie in merito a quanto appreso in precedenza da LO GIUDICE. DI BARTOLO osserva che "stanno cambiando un sacco di minchiate", compreso quanto riguarda la perizia di variante e suppletiva, lamentandosi del comportamento tenuto presumibilmente dal Presidente del Comitato, che agisce in determinato modo solo perché gli è consentito dalle norme vigenti. Poi continuano nel seguente modo:
P= PICONE D= DI BARTOLO
D= ma vidissi (veda)... stu ingegnere geotecnico ...incompr... suo cognato Ambrogio viene qua... per questa volta ce la passiamo perché gli do tutte le indicazioni... lui sapeva che il ...incompr... aveva fatto già lo studio, la relazione eccetera... arrivano là e ora, ora hanno richiesto telegraficamente a tutti gli ordini della provincia della Sicilia i nominativi degli ingegneri geotecnici;
P= ma cose da pazzi;
D= niente... niente... niente, c'è veramente da rincretinire sa;
P= certo... ma cose da pazzi va, non è che sono disegni... disegni... ma comunque, va bene... dottore non si pigliasse collera;
D= no, io non mi prendo collera anche se dovrei, perché io a 'sta gente qui che viene mandata dal Ministero... ente pubblico nella... nella più grezza ignoranza... da dove si trova non... non li sopporto;
P= ma tutta questa avversione perché, che è successo?;
D= e che ne so io non... non ne ho idea;
P= non... (sovrapposizioni di voci)...;
D= (sovrapposizioni di voci)... ca dici forse eh... non so... per la variante volevano che questi ingegneri ehh... LO GIUDICE ehhh... e coso... ci venissero qua, quasi quasi, devo fare un atto di sottomissione quasi a dirci: "permettete che noi altri... ma insomma (sovrapposizione di voci);
P= va bene... ma gli hanno parlato tanto (tempo fa) anche questo... non gli hanno parlato, non gliel'hanno detto, non l'hanno concordato 'sta perizia di variante... ma ancora non è stata stilata va dico...;
D= appunto, appunto...;
P= dico, poi non ce la porteranno, ma dico...;
D= ma poi perché dico, si preoccupano come se loro avessero un finanziamento e quelli li sta utilizzando per la variante sempre là ehhh... cinque miliardi sì ma... ci dobbiamo friiri;
P= esatto va, variante nell'ambito del con... (sovrapposizione di voci);
D= no niente... non... hanno;
P= finanziati di competenza senza... la 21 esclusiva del Direttore dei Lavori e dice non è soggetta a nessuna approvazione o controllo...;
D= esatto, esatto, esatto;
P= glielo legga lei;
D= gliel'ho letto, io l'ho letto sia a LANGELA che a suo cognato Ambrogio;
P= anche perché;
D= gliel'ho letto il giorno prima che si riunissero, arrivano là e cambiano le carte in tavola solo perché ne hanno approfittato che io non c'ero ed io lo potevo contestare... legge alla mano va...;
P= ehhh... cà dottore... la ringrazio;
D= prego ingegnere;
P= buona... e che fa ora, ora che si deve aspettare, devono;
D= ma ora LO GIUDICE pare che voglia parlare ai due comunisti che si sono pure opposti a queste... insomma, fra di loro si intendono forse meglio;
P= ehhh... io ora parlo con mio cognato e vediamo;
D= ehhh... veda, veda un po' lei che...;
P= che cosa c'è ma credo che tutto il coso sia il Presidente va...;
D= e anziché stu duttu'... testa di cazzo... sta... una... cosa inutile... fallito viene a fare il Presidente (sovrapposizione di voci);
Si salutano. (vds. all. nr. 345)
L'ingegnere Oreste LO GIUDICE nato a Piazza Armerina (EN) il 25/04/1927, residente a Caltanissetta via S. Carnevale nr. 29, secondo quanto facilmente desumibile dal contenuto delle precedenti conversazioni, risulta "particolarmente interessato" alla nomina del geotecnico per i lavori in argomento. In effetti è molto preoccupato dal fatto che potrebbero deliberare la nomina di un tecnico che non sia l'ingegnere COSENZA, evidenziando l'esistenza di situazioni "particolari" nell'ambito dell'appalto.
TELEFONATA DELLE ORE 11:25 DEL 05/02/1990.
L'ingegnere PICONE forma l'utenza nr. 38908 intestata a LO GIUDICE Oreste, con il quale dopo i convenevoli, conversa come segue:
L= LO GIUDICE P= PICONE
P= mah... praticamente ci sono dei problemi che stiamo cercando di... c'è il Presidente... che io... non lo so ha una... pressione... non lo so... pare che... affetto da idiosincrasia quando sente... ehhh... insomma queste cose relative a questo lavoro, io non so... perché... che cosa gli può essere successo...;
L= comunque io le dico una cosa, guarda ehhh... penso che noi dobbiamo fare la ...incompr... a questo punto, poi nominiamo quella persona, oppure...;
P= ma gliel'ho detto, questo gliel'ho ribadito, anche mio cognato;
L= oppure no;
P= oppure... "provvediamo noi" gli ho detto...;
L= no... no... ci sfornano una lettera perché se una volta che hanno chiesto di fare la terna... no e... ora devono rispondere loro; ci fanno una lettera dicendo che l'Amministrazione non ha i soldi e tanti saluti baci e abbracci... va bene... e ci pensiamo noi altri;
P= sì, sì, va bene ingegnere;
L= come si può fare, come potete fare insomma va...;
P= lo so, ma mi creda...;
L= o l'una o l'altra cosa, non possiamo noi rischiare...;
P= non so, se lei ha parlato con il dottore DI BARTOLO;
L= ehhh...;
P= il giorno prima, al momento di andare, era già tutto a... a posto pure là...;
L= sì, guarda che ci furono persone che hanno chiesto addirittura che... che si informasse l'Ordine degli Ingegneri di Caltanissetta, quello di Palermo... si chiedesse una terna a quello... agli ordini... ma si immagina lei una cosa di questa.
Concordano che PICONE farà un ultimo tentativo andando a parlare personalmente con "lui" e LO GIUDICE lo invita ad astenersi dal far intercedere il cognato da ulteriori interventi. Si vedranno nei giorni successivi, appena COSENZA avrà pronti i calcoli e quanto altro necessario.
(vds. all. nr. 346)
Gli ingegneri PICONE e LO GIUDICE discutono ancora delle possibilità di vedere concretizzarsi la loro volontà in relazione alla nomina dell'ingegnere COSENZA quale geotecnico, valutando quanto loro riferito dal Direttore Amministrativo Capo Servizio del Comitato di Gestione della U.S.L., dr. DI BARTOLO Luigi, nato a Mussomeli il 30/01/1926 ed ivi residente via Manfredi nr. 14. Anche il DI BARTOLO manifesta la propria disponibilità in favore dell'impresa, contestando l'operato del Presidente della U.S.L. e definendolo un inetto. Altro intervento sollecitato dalla direzione dei lavori e dall'impresa è quello del cognato del PICONE identificato in VARIO Ambrogio, nato a Campofranco (CL) il 02/04/1953, ivi residente via Sparaci Parrini nr. 1/A, anch'egli componente del succitato comitato di gestione. Insolito risulta anche l'interessamento del DI BARTOLO in relazione alla perizia di variante che appare più una integrazione programmata dell'importo dei lavori che una effettiva esigenza.
TELEFONATA DELLE ORE 12:31 DELL'8/02/1990.
L'avvocato SCICHILONE conversa con la dottoressa CARRA della Corte dei Conti di Palermo per avere notizie dell'ordine di accreditamento per i lavori di Mussomeli, ammontante a L. 2.000.000.000 (I° stralcio dell'appalto). CARRA si riserva di comunicare le notizie richieste appena si sarà accertata. (vds. all. nr. 347)
TELEFONATA DELLE ORE 12:42 DELL'8/02/1990.
Dopo aver appreso le notizie richieste alla dottoressa CARRA, l'avvocato SCICHILONE informa l'ingegnere LO GIUDICE che il finanziamento è stato erogato dall'Assessorato e che nel giro di circa 10 giorni sarà "tutto" a Caltanissetta.
LO GIUDICE riferisce che in merito "a quel problema", riconducibile senz'altro alla nomina del geotecnico, avrà un appuntamento l'indomani o il sabato successivo, ma non specifica con quale personaggio (presumibilmente il Presidente della U.S.L.). (vds. all. nr. 348)
TELEFONATA DELLE ORE 12:07 DEL 16/02/1990.
Alfredo FALLETTA forma il numero telefonico 38908, intestato a LO GIUDICE Oreste, e gli chiede notizie della riunione tenutasi alcuni giorni prima a Mussomeli. Il direttore dei lavori risponde "ho sollecitato tutto un discorso..." "... credo che lo abbiano capito", osservando che all'interno del comitato sussiste una situazione conflittuale.
FALLETTA sollecita l'emissione di due certificati di pagamento, uno relativo all'anticipazione dovuta all'impresa nella misura del 10%, l'altro per i lavori eseguiti, valutati dall'amministratore della CO.FA.PI. intorno ai 200 milioni, e chiede che tale certificato venga emesso per un importo di L. 230 - 240 milioni in considerazione di alcune spese già effettuate. LO GIUDICE si mostra disponibile a quanto richiesto ed invita l'interlocutore a mandare da lui, lo stesso pomeriggio, l'ingegnere PICONE per documentare i lavori eseguiti, rispetto ai quali, a detta del FALLETTA "lei è... un interlocutore... dico solo che ci siamo 10... 20... 30... milioni in più... dico questo non è che cade il mondo". Successivamente la conversazione continua tra LO GIUDICE e l'ingegnere PICONE su argomenti non rilevanti per il prosieguo delle indagini.
(vds. all. nr. 349)
Anche in tale conversazione si evidenzia l'interessamento di LO GIUDICE per la nomina di COSENZA, tanto da aver sollecitato ancora una volta la cosa nel corso di una riunione del Comitato, nonché la disponibilità verso il geometra FALLETTA per l'emissione di certificati di pagamento comprendenti somme da retribuire per lavori non eseguiti.
TELEFONATA DELLE ORE 16:33 DEL 22/02/1990
L'architetto AMATO, progettista e componente della direzione dei lavori dell'ospedale di Mussomeli, chiama la CO.FA.PI. e conversa con FALLETTA, dopo i convenevoli, come segue:
A= AMATO F= FALLETTA
A= architetto AMATO sono, buonasera;
F= sì, buonasera architetto;
A= sentisse una cosa, io sto telefonando... non le ho telefonato... a nessuno, né a lei né a... mi telefona l'ingegnere LO GIUDICE;
F= sì;
A= che è preoccupato, ora non so, siccome la sta seguendo lui la parte statica di... di... insomma... che... che si dice... mi può dare qualche notizia lei?;
F= architetto, mi deve scusare io...;
A= io, io facciamo finta che non... io stavo parlando così... gli dissi "va bene, va bene, arrivederci" quello è in uno stato di... confusione... dico ehhh... dice "i calcoli là... ci mancano le tavole... ci sono tavole in più...";
F= non ce ne mancano tavole... sono le tavole che ci ha dato 'sto benedetto cristiano che avete scelto voi... non è che noi...;
A= ...incompr... quello viene proprio sconfortato: "io non so come devo fare";
F= questo, questo ingegnere come lei sa, architetto, non è che è stato scelto da noi;
A= va bene, ma quello non è che parla di questo ingegnere, ognuno che parla per quello suo... quello parla di quest'altro che non lo so... di quest'altro che avete voi altri, come si chiama?;
F= noi abbiamo seguito solamente le indicazioni che... ma poi... che... de... de... del calcolo che ci ha dato l'ingegnere COSENZA non è che ci siamo inventati...;
A= no, ma non è che lui dice che il calcolo lo avete inventato, ci mancherebbe... quello dice che gli elaborati da presentare al Genio Civile non sono in condizione... per lo meno quello che mi dice lui non sono in condizione di essere presentati al Genio Civile perché ci mancano le tavole.
AMATO raccomanda nuovamente FALLETTA di non chiamare subito LO GIUDICE per evitare che lo stesso si accorga della "soffiata" "...se no va a finire che siamo ai casini... va a finire...". L'amministratore della CO.FA.PI., attribuendo la causa della precaria situazione alla carenza di fondi sino a quel momento, informa l'architetto che l'assessorato ha erogato il finanziamento e che l'indomani ci sarà la possibilità di ritirare il denaro presso la Cassa Regionale di Caltanissetta. Poi, riguardo alla riunione tenuta presso la U.S.L. un paio di giorni prima, a cui aveva partecipato AMATO, conversano come segue:
A= tra tutte le varie minchiate più o meno valide... una cosa importante che ha detto il Presidente e che ho recepito... ho detto a LO GIUDICE... ho detto di dire a PICONE... ora lo sto dicendo a lei... noi altri praticamente ci stiamo allargando troppo con lavori non previsti, chiaro?;
F= infatti là non abbiamo fatto niente per questo motivo...;
A= ohhh... perché... non sia mai Signore... a questo... il presidente lì non ha torto... dice... io dico questo... hanno fatto fare la "pidda"... hanno fatto fare... tutte cose che non sono scrittenella cosa... a me farà infinito piacere... più di voi... o quanto voi al momento in cui presentiamo la perizia... ci mandano la grana viva;
F= ma vedesse che allora noi altri niente dobbiamo fare più, architetto... noi dobbiamo solamente cessare... pavimentare quello che abbiamo fatto e metterci gli imbandi sopra e basta... e ci pare... che finì la grana;
A= non mi sono spiegato praticamente...;
F= noi siamo sicuri che già l'altro finanziamento l'ha dato... mi pare evidente... no... l'altro... lì, lì... i due miliardi e mezzo più un miliardo e mezzo... noi altri stiamo parlando della perizia suppletiva... la perizia suppletiva lì... un miliardo ci vuole per fare queste cose lì...;
A= perciò sto dicendo, la stiamo organizzando;
F= no... la perizia in corso è... la settimana prossima è pronta...;
A= no... non mi sono spiegato, forse, praticamente... il buon ahhh... Bernardo... m'ha detto sì... ahhh... ahhh... sono senza... ma... se succede un intoppo, una minchiata, una cosa qualunque e non finanziano questa perizia suppletiva... possiamo perdere i 4 miliardi... 4 miliardi sono là... posati... messi da parte;
F= no... la perizia... già lo sa... ma che scherzi;
A= ma come scherzi;
F= assolutamente... lui... noi quando presentiamo la perizia... ce la firma a vista;
A= ma se ciò... allora presentiamola subito e intanto non facciamo lavori di questa... facciamo il lavoro quello che... le fondazioni... insomma le cose della... della...;
F= certo;
A= il famoso pianoforte... questo voglio dire;
F= infatti, lì stiamo lavorando, sul pianoforte;
A= dobbiamo lavorare su quello che è previsto nel progetto che poi, noi altri, poi presentiamo la perizia di variante... ce la firma a vista il signor CURRERI (o simile);
F= certo;
A= insomma... tanto per ma... insomma creiamo il problema... che dice... non succede... che succede... che a Bernardo ci viene la cinese di nuovo... per esempio se ne va a dormire... non la può firmare;
F= mmmmm;
A= noi altri ci troviamo che abbiamo fatto lavori del 3° lotto... e non abbiamo nemmeno cominciato quello del 1° diciamo;
F= certo;
A= mi spiego;
F= certo... certo;
A= questo è il concetto base, poi altre cose minchiate sono... che lei ha fatto i calcoli... insomma... ahhh... sono sciocchezze, l'importante è che si... che si concretizzi questa operazione... va bene;
F= va bene;
A= ohhh... ora se lei doveva telefonare a... a coso;
F= sì... sì;
A= indipendentemente;
F= io avevo l'appuntamento telefonico;
A= ahhh... allora ci telefonasse... e vedesse di farlo insomma... "ammanzare..." poi che ci dico... insomma, va bene;
F= va bene;
A= m'ha fatto una telefonata, quasi ehhh... insomma... ehhh... niente, ci deve telefonare... ci deve telefonare;
F= va bene;
A= allora domani mattina possiamo andare a prendere i soldi;
F= certo;
A= allora glielo dicesse pure ...incompr... così per lo meno;
F= va bene;
A= va bene... grazie arrivederci;
F= che ci doveva dire... la fattura gliela porto all'ingegnere;
A= sì... io la fattura del... del... gliela diedi tempo fa;
F= ehhh... va be';
A= tutto sistemato... era a suo tempo;
Si salutano. (vds. all. nr. 350)
TELEFONATA DELLE ORE 20:18 DEL 05/03/1990.
L'ingegnere LO GIUDICE contatta il geometra FALLETTA presso la CO.FA.PI., i due conversano come segue:
F= FALLETTA L= LO GIUDICE
...omissis...
L= eh... va be'... senta eh... eh... non so se voi sapete...;
F= sì;
L= che... lì... il comitato di gestione della U.S.L. ha nominato un altro ingegnere geotecnico;
F= un altro?
L= sì;
F= chi è?;
L= l'ingegnere FUCÀ di Agrigento;
F= ehhh..., non lo sapevo questo io;
L= non so se l'hanno nominato, hanno deliberato;
F= oltre all'ingegnere;
L= oltre quello là... ci fa acido, quello non può essere;
F= va be', questo mi stranizza... ma sicuro ne è di questa situazione?;
L= eh, certo che sono sicuro... quelli hanno deliberato di chiamare a questo qua... ora io la pregherei intanto di vedere se hanno fatto già la lettera oppure no;
F= ah, va bene domani ci diamo da fare;
L= eh... poi eventualmente se si fa queste lettere veda di andarlo a trovare questo cristiano (questa persona) stu ingegnere;
F= sì;
L= e gli dica come stanno le cose... (sovrapposizione di voci)... e dirci guardi per cortesia va;
F= ah?... ma mi pare strano comunque va;
L= eh;
F= ...ma quando l'hanno fatta... questo...;
L= non lo so quando l'hanno fatta... ma comunque la delibera è fatta;
F= ma veda che mi stranizza... aspetti che ho qua l'ingegnere PICONE qua... e glielo dico;
L= eh;
F= (il geometra FALLETTA parla con l'ingegnere PICONE, al quale riferisce: "dici ca... ca nominaru a FUCÀ geotecnico... unni sapi niente ora numinaru");
L= cioè nominare... hanno fatto la delibera per questo FUCÀ... dica, addirittura hanno fatto "u iucu" (il gioco) del bussolotto 'drà... che hanno tirato a sorte e... è uscito fuori questo FUCÀ di Agrigento;
F= ma dico, eventualmente, eventualmente ehh... bisogna andare a bloccare 'sto cristiano;
L= ah, certo... va bene... vedete come potete fare, accertatevi;
F= certo;
L= ecco... ecco... eh... nello stesso tempo... si ricorda di... di... lei non c'era... quando ci siamo andati noi il presidente disse che avrebbe firmato i nostri mandati;
F= sì;
L= ora invece non ha fatto niente...;
F= non ha firmato;
L= non ha firmato, non solo, aspetta che sia nominato ufficialmente il... il vice capo ingegnere del Genio Civile come ingegnere capo dei lavori... e tu ce lo devi domandare a lui se la parcella è giusta o no?;
F= madonna santa, ma questo buffone vero è;
L= ora... a questo punto se noi... siamo andati due volte a parlare con lui, una volta a dirgli, guardi, per favore non faccia più niente ce la vediamo noi altri e risolviamo il problema geotecnico... è giusto?;
F= certo;
L= e lui... invece quello che fa non lo so e intanto spunta un altro discorso... primo discorso. Secondo discorso... mi disse che devono firmare e lui non firma, anzi deve aspettare... aspettare che nominino gli... ingegneri capo... questo che deve fare la delibera che deve andare alla C.P.C.... ecco... ecco... ora se lui agisce in questa maniera io non so perché devo parlare con lui... io non ci vado più a parlare con lui;
F= certo... certo;
L= non ci vado più a parlare con lui, non c'è nessun motivo per... qua bisogna scrivere, scrivi, se hai bisogno di scrivere scrivi, basta, non ne parliamo più... eh... eh... se non ho nessuna garanzia... è una persona che non dà garanzia... cosa ci faccio io;
F= certo... certo;
L= eh... né che io ho tempo da perdere per lui quindi, a questo punto chiudo battenti, quello che vuole fare fa... va bene... se;
F= adesso vediamo ingegnere;
L= siamo combinati in questa maniera... io lo so quello che devo fare e lui non lo sa, perciò, perché ci dobbiamo parlare...;
F= certo, questa è la differenza...;
L= ehhh... perché ci dobbiamo parlare... comunque io domani ci telefono perché... la mia fattura gliel'avete lasciata?;
F= sì, come no;
L= eh... io ora la faccio strappare;
F= madonna;
L= eh... eh scusa.. che posso andare a pagare l'IVA per... per 36 milioni...;
F= certo, certo;
L= eh;
F= va bene ci sentiamo domani allora ingegnere;
L= va bene, ci sentiamo domani... che so;
Si salutano. (vds. all. nr. 351)
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