Su Domani prosegue il Blog mafie, da un’idea di Attilio Bolzoni e curato insieme a Francesco Trotta. Potete seguirlo a questa pagina. Ogni mese un macro-tema, approfondito con un nuovo contenuto al giorno in collaborazione con l’associazione Cosa vostra. Per circa un mese pubblichiamo ampi stralci della relazione della Commissione Antimafia della XVII Legislatura


Le inchieste giudiziarie danno evidenza del fatto che i mercati di riferimento delle associazioni mafiose continuano ad essere rappresentati dai settori economici tradizionali di infiltrazione, quale l’attività edile, il ciclo del cemento, il movimento terra, i trasporti, il settore agroalimentare, l’inserimento negli appalti pubblici.

Recenti indagini, per esempio, hanno testimoniato l’interesse da parte di tutte le associazioni criminali tradizionali ad infiltrare o ad acquisire il controllo dei più importanti mercati ortofrutticoli nazionali, tra cui quelli di Fondi (Lt) e di Vittoria (Rg). Non mancano i casi di infiltrazione nel settore florovivaistico. Così pure l’interesse mafioso continua ad essere rivolto al mondo degli appalti, pubblici e privati, dove di recente è stata riscontrata la presenza di esponenti mafiosi nelle opere di ricostruzione post-terremoto a L’Aquila, nell’ambito dell’indagine “Aemilia”, nei lavori eseguiti per la realizzazione dell’Expo, nelle opere di ampliamento e ammodernamento dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria, registrando, per altro, il preoccupante dato che le numerose interdittive antimafia emanate dai prefetti hanno colpito altresì imprese di spessore nazionale nel quadro imprenditoriale italiano.

I numerosi sequestri operati in Italia così come all’estero di beni e attività nei settori della logistica, dell’industria del divertimento, della ristorazione e del turismo evidenziano che le acquisizioni di bar, pizzerie, ristoranti, alberghi e villaggi turistici rappresentano gli strumenti di reimpiego preferiti.

Rimane attivo l’interesse nel settore dei giochi e delle scommesse anche con riferimento al comparto legale. L’indagine della direzione distrettuale antimafia di Milano a carico del clan Lampada-Valle, espressione in Lombardia delle cosche De Stefano-Condello di Reggio Calabria, ha accertato il tentativo della ‘ndrangheta di acquisire una società concessionaria pubblica dei giochi e così diventare uno dei tredici concessionari di primo livello.

Numerose sono le indagini e i sequestri che denotano cospicui investimenti nella grande distribuzione e in attività commerciali: dal caso Grigoli, titolare della catena dei Despar di Castelvetrano, riconducibile al patrimonio di Matteo Messina Denaro; al caso della Lidl di Milano; al sequestro della Soral, società reggina di alimentari; al recentissimo sequestro di tredici punti vendita dei supermercati GM “Gran Mangiare” operati nel catanese, eseguito il 18 gennaio 2018.

Vi è un crescente interesse nel settore dello sviluppo delle energie alternative, nell’acquisizione e gestione di società immobiliari, concessionarie di auto e farmacie. Così pure non sono mancate nelle indagini svolte dall’autorità giudiziaria preoccupanti testimonianze che denotano forme di infiltrazione anche nella sanità pubblica e privata, ove le organizzazioni mafiose hanno condizionato la corretta gestione di aziende sanitarie pubbliche e case di cura nonché acquisito di partecipazioni o dell’intera proprietà di laboratori convenzionati.

La Commissione, sul punto, ha avviato uno specifico approfondimento sulla penetrazione della ‘ndrangheta e della camorra nelle Asl presenti nelle rispettive regioni di tradizionale radicamento, per altro sfociate nel commissariamento di numerose aziende sanitarie. Sempre con riferimento al settore pubblico, meritano menzione gli approfondimenti svolti dalla Commissione sull’amministrazione giudiziaria della Società italiana per il gas - Italgas spa, società interamente controllata da Snam spa, analiticamente esaminate in altra parte della presente Relazione, nonché della vicenda che ha condotto al commissariamento, disposto ai sensi dell’articolo 32 del decreto-legge n. 90/2014, delle società Genesu gestione servizi nettezza urbana spa - società partecipata al 45 per cento dal comune di Perugia - e della Gest srl (a sua volta partecipata al 70 per cento dalla Genesu), società già in precedenza raggiunte da un provvedimento di interdittiva antimafia.

Quanto all’economia illecita delle mafie, essa si alimenta in primo luogo dei lucrosi proventi del narcotraffico. Il traffico di droga garantisce risorse smisurate; ad oggi non vi è altra merce in grado di produrre un pari plusvalore. Significativo, al riguardo, è il dato emerso da alcune intercettazioni che hanno posto in evidenza come l’unità di misura del denaro non sia in questi casi tanto il valore in dollari o in euro quanto il peso o il volume complessivo delle banconote.

Racket e usura si confermano classiche attività della criminalità organizzata, ancorché sia rinvenibile una evoluzione delle forme e delle modalità, risultando sempre più finalizzate all’acquisizione delle attività di impresa. Il fenomeno delle estorsioni, in particolare, non sembra dare segnali di arretramento, anzi, in alcune aree del Paese appare in pericolosa crescita.

Rimane ancora esiguo il numero delle denunce presentate dagli imprenditori e dai commercianti. La presenza della crisi economica ha determinato un cambiamento della fisionomia e della direzione delle richieste estorsive. Si registra un aumento delle richieste nel settore dell’edilizia e degli appalti pubblici e una diminuzione di quelle rivolte agli esercizi commerciali.

Le diminuite pressioni verso i piccoli commercianti è esclusivamente dovuto al calo del numero di esercenti in conseguenza della crisi economica che ha determinato un aumento delle chiusure per cessazione dell’attività o dichiarazione di fallimento. Si assiste ad un cambiamento della politica mafiosa nella perpetrazione del racket, fondata come appare ora più sulla richiesta a tappeto di somme modeste verso una vasta platea di operatori commerciali in luogo di più mirate estorsioni per somme ingenti nei confronti di pochi. Questa nuova strategia criminale ha comportato l’estensione del racket anche verso settori a bassa redditività prima esclusi dalle mire mafiose. La pretesa estorsiva appare dunque ora come un costo ragionevolmente sostenibile, quasi un tributo come altri.

Le indagini hanno segnalato come in molti casi è lo stesso commerciante, imprenditore, operatore turistico o ristoratore ad assumere l’iniziativa. Si offre egli stesso spontaneamente al pagamento del pizzo al fine di ricevere in cambio “protezione” e la garanzia di poter svolgere tranquillamente la propria attività. Alle forme tradizionali di pagamento del pizzo se ne sono aggiunte altre che danno il senso della pervasività delle organizzazioni criminali.

Oggi l’attività estorsiva si realizza nella nuova e più perniciosa forma dell’imposizione di servizi, obbligando l’imprenditore, come più sopra accennato, a rivolgersi a fornitori imposti dalle organizzazioni, imponendo l’acquisto di merci, l’assunzione di personale e manodopera, imponendo loro il servizio di guardiania. Emblematico, al riguardo, è il caso delle estorsioni perpetrate ai danni dei mitilicoltori di Taranto cui era stato imposto un servizio di guardiania.

Quanto all’usura, altra fonte tradizionale di introiti per le associazioni mafiose e non solo, è stata segnalata una recrudescenza del fenomeno, non sufficientemente evidenziata dalle statistiche ufficiali che ne registrano le sole denunce, in quanto favorita durante la crisi economica dalla crisi di liquidità e dalla generalizzata contrazione del credito bancario. Sul fenomeno della cannibalizzazione delle aziende ad opera di reti di usurai anche appartenenti ad organizzazioni mafiose, si è dato già ampio risalto in questa Relazione sulla colonizzazione mafiosa delle regioni del nord del Paese. Un ulteriore settore economico di ormai acclarata ingerenza della criminalità organizzata è il traffico illecito dei rifiuti.

Prerogativa non solo dei gruppi di camorra, questa pratica illecita è pure appannaggio di ‘ndrangheta e cosa nostra sebbene con modalità diverse, ove appare prevalente l’interesse ad inserirsi piuttosto nel circuito legale dei rifiuti, attraverso la partecipazione e l’aggiudicazione di gare d’appalto bandite da enti locali siti sul territorio di radicamento, l’inserimento nel ciclo della raccolta, trasporto e trattamento dei rifiuti e dalla raccolta e, talvolta, la gestione delle discariche. Infine, indicativo della progressiva esplorazione e sfruttamento di altri settori dell’illecito, è il sempre più solido inserimento mafioso in altri lucrosi mercati illegali, quali le truffe per finanziamenti ed erogazioni pubbliche, il traffico di armi, il contrabbando di gasolio e di altri olii minerali, la gestione del racket delle estorsioni, il settore dei giochi e delle scommesse illegali.

Cospicuo e variegato è il mondo delle contraffazioni di prodotti di ogni genere, dai prodotti di abbigliamento ai pezzi di ricambi per auto, dai giocattoli ai prodotti alimentari. Particolare preoccupazione desta il mercato illecito della contraffazione di farmaci. Le indagini condotte dalle forze di polizia segnalano come questo mercato sia particolarmente in espansione grazie ai notevoli profitti che è in grado assicurare anche in ragione di una domanda crescente che si sviluppa soprattutto online.

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