l’analisi

L’8 settembre di Meloni. Che sta epurando sé stessa

Con tre anni di ritardo la premier smentisce sé stessa. Caccia dal governo quella Meloni di ieri che difendeva tutto e tutti per salvare la Meloni di oggi, sconfitta dalle urne. Ma allora, epurazione per epurazione, dovrebbe cambiare gran parte della sua classe dirigente e del racconto che ha finora proposto al Paese

Scene di un governo in disfacimento, l’8 settembre del governo Meloni. Alle tre del pomeriggio di mercoledì 25 marzo i ministri Antonio Tajani, Matteo Piantedosi e Carlo Nordio sembrano ai banchi del governo Olga, Mascia e Irina, le tre sorelle di Cechov. Il ministro degli Esteri parla e se ne va, lascia solo Nordio di fronte agli interventi dell’opposizione in modalità plotone di esecuzione. Debora Serracchiani cita l’amato (dal ministro) Winston Churchill: «Non arrendersi mai, se non di fronte

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