Tra il sì e il no

Nel paese dei tuttologi dove la politica si fa tragedia: anatomia della campagna referendaria

Quello del 22 e del 23 marzo non è un referendum politico, né un espediente autolesionista per rivivere il trauma dell’infausto 2016, finito con le celebri dimissioni renziane. Più che politico e politicizzato, allora, per evitare di fare confusione con eventi-simbolo della storia consultiva terzo repubblicana, potremmo definirlo “tragico”

A tavola non si parla di politica. Dunque, stando alle dichiarazioni di vari esponenti del governo, non ultime quelle di Galeazzo Bignami ai microfoni dei giornalisti, col referendum possiamo stare tranquilli, nessuna violazione del Galateo. Tiriamolo pure fuori in quel punto sospeso del pasto, tra caffè e amaro, per rianimare un pranzo domenicale con i parenti e farci l’ultima chiacchiera togata prima della digestione. O a cena con gli amici, tra gente che si conosce bene e con cui si ha un liv

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