Saltata Beatrice Venezi, salta anche quello spiraglio di credibilità di un governo che ha usato la cultura come se fosse il joystick di un videogioco chiamato “gradimento”, o un pentolone dentro cui infilare ingredienti a caso per creare una variante nero-nostalgica della ricetta gramsciana. Ma dell’ormai conclamato fallimento culturale non se ne può fare colpa solo alla presidente del Consiglio
Luglio 2023, cortile di Villa Giulia. Il contesto arcadico-pariolino è quello della finale del Premio Strega, l’allora ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, sta per incassare una figuraccia epocale. Sarebbe stata la prima – quasi tenera, se paragonata a ciò che è venuto dopo – di una tragica serie di variazioni pompeiane sul tema, ma tutto questo Gennaro non lo sa. Sangiuliano, subito dopo aver pronunciato toccanti parole sul senso alto della lettura – «Io voglio dire di leggere, che è un

