il commento

Bombe (verbali) sul mondo di un presidente confuso

Alleati Nato vituperati in ogni modo (soprattutto Meloni appaiata a Sanchez), gli iraniani «cattivi e pazzi», i cambiamenti d’umore nel giro di poche ore.  Sistemati i giudizi tutti insieme, il quadro che ne esce è chiaro. Pollice verso contro le democrazie, sintonia con i dittatori o semi-tali. Approvazione incondizionata per gli zerbini scodinzolanti

Bisognerebbe forse concludere, alfine, che il problema ormai non è Donald Trump, ma lo spazio che ogni giorno gli viene riservato dai media del mondo intero, l’esegesi delle parole, le interpretazioni destinate a durare lo spazio di un tweet perché quello successivo smentirà il precedente. Insomma bisognerebbe abbandonare l’idea di trovare un metodo nella follia e giudicarla semplicemente come tale. Depotenziarlo ignorandolo, l’unica ricetta che davvero può funzionare contro l’io debordante e in

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