Il divieto del burqa a scuola, annunciato dal ministro dell’Istruzione, può essere giustificato da esigenze di identificazione e sicurezza, ma non dalla pretesa di stabilire quale abbigliamento sia compatibile con la dignità femminile e con l’uguaglianza tra i sessi
Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha annunciato l’intenzione di introdurre una norma per vietare il burqa nelle scuole. La misura, ha spiegato, servirebbe a «riaffermare i valori di dignità della donna e di eguaglianza fra uomo e donna». La proposta necessita di alcuni chiarimenti. Da un lato, perché sembra sovrapporsi a una disposizione che già vieta il “travisamento”; dall’altro, perché la finalità indicata dal ministro solleva alcuni dubbi di costituzionalità. La legge del 1975