La scelta di Buttafuoco rischia di produrre l’effetto opposto a quello dichiarato: quando manca la libertà del contesto, anche la libertà dell’opera rischia di essere sequestrata dal potere che la esibisce. Ma c’è un secondo aspetto che questa vicenda consegna al dibattito pubblico. Ed è che Buttafuoco, nominato dal governo Meloni, non si è comportato da vassallo o semplice esecutore come altri nominati
Nello scontro tra Pietrangelo Buttafuoco e il ministro Alessandro Giuli, in merito alla riapertura del padiglione russo alla Biennale di Venezia, si intrecciano due questioni diverse e tuttavia inseparabili: il merito di una decisione che appare sbagliata e il metodo con cui quella decisione è stata rivendicata, che invece contiene un elemento non trascurabile di salute istituzionale. È da questa duplicità che bisogna partire, se non si vuole cadere né nella propaganda moralistica né nel conform


