Commenti

La caduta degli ayatollah o un patto inconfessabile: l’estremo dilemma di Teheran

La transizione a un altro Iran potrebbe avere il suo epicentro lungo la faglia sempre attiva del khomeinismo senza clero. Di fronte al rischio di una nuova offensiva, resta la complicata via di fuga di un patto, più o meno dichiarato, con gli Usa: uno scambio politico che eviterebbe la riconsegna formale del paese a Washington o alla dinastia Pahlavi

In Iran il tentativo di dividere la protesta, distinguendo tra “manifestanti” e “rivoltosi”, aprendo economicamente ai primi e usando la mano dura con i secondi, ritenuti irriducibili e classificati come mohareb, nemici di Dio – accusa che comporta la pena di morte e prelude a una più dura e generalizzata repressione – è riuscito solo parzialmente al regime, che non viene a capo delle lunghe notti senza notte che scandiscono questo incandescente inverno persiano. Insieme al drammatico numero del

Per continuare a leggere questo articolo

VAI ALLA PAGINA DELL’AUTORE