Soldi e sentimento

Capelli, coerenza e crescita: come non sono diventata Anna Wintour (e va bene così)

A vent’anni credevo che l’età fosse una linea retta, una progressione verso una forma. Oggi penso sia una negoziazione. Con lo specchio, con gli altri, con le versioni di me. Mi tingo perché mi riconosco di più in quell’immagine. E porto i capelli lunghi perché altrimenti perdo l’orientamento

A vent’anni avevo un’idea molto precisa di come mi sarei vestita e acconciata oggi (ne ho quarantasette). Più che un’idea, era un progetto estetico e morale. Mi piaceva pensare che il passare degli anni seguisse una traiettoria ordinata, basata sulla sottrazione: meno eccessi, meno esibizione, meno colpi di testa. E soprattutto meno capelli lunghi. Ero convinta che crescere significasse anzitutto ridurre la chioma. L’età adulta, nella mia immaginazione, culminava in un taglio controllato, un cas

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