Doveva pur finire questa congiura del silenzio, questa marcia a zig-zag dei pifferai magici che, evitando trappole e pericoli, ha condotto il circo mediatico internazionale a guardare dovunque, verso i Clinton, Tony Blair, Peter Mandelson, una pletora di vip norvegesi progressisti, altri esponenti più o meno noti della sinistra mondiale. Dovunque purché non vedessero l’elefante nella stanza che, ingombrante com’è, cercava e cerca ancora di nascondersi dietro un filo d’erba. L’elefante, il bersag
Il caso Epstein, i Clinton e un elefante nella stanza di nome Donald Trump
27 febbraio 2026 • 20:52


