Dopo la rottura

Cosa fare con i tradizionalisti? Il cammino impervio di Leone dopo lo scisma dei lefebvriani

Molti cattoprogressisti sperano che la recente scomunica sia una premessa per un regolamento di conti anche con i nostalgici interni. E casomai anche con tutte le altre destre cattoliche, cresciute in questi anni. Ma Prevost deve assicurare alla Cattedra di Pietro autorevolezza e universalità

Lo scisma si è infine consumato. I lefebvriani hanno ordinato i loro vescovi senza approvazione papale e sono stati scomunicati. La rottura è parsa inevitabile. I seguaci del defunto vescovo francese nemico del Concilio non hanno fatto mostra di una grande disponibilità a trovare un’intesa con Roma. Mediazioni fallite Già da tempo all’interno del movimento lefebvriano prevalgono i radicali, l’ala che premeva per una rottura completa con la Chiesa cattolica. Da costoro, l’invito di papa Leone X

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