L’Iran è convinto che il negoziato - che in due soli mesi dovrebbe risolvere questioni come il nucleare, le sanzioni, i fondi congelati, le esportazioni petrolifere - non porterà da nessuna parte. Anche perché vede l’ondivago inquilino della Casa Bianca muoversi scompostamente, senza una precisa strategia. Per questo gli ayatollah stringono di nuovo la morsa su Hormuz
La nuova puntata della tregua combattente tra Usa e Iran, frutto avvelenato del vaghissimo, e dunque fragile, memorandum siglato il 17 giugno, mette al centro della scena, ancora una volta, Hormuz. Teheran ha fatto dello Stretto il cuore della sua deterrenza e non intende rinunciarvi: il suo controllo è ritenuto la sola carta capace di garantire la sicurezza del paese e la continuità del regime. Ribadirlo, con o senza la “collaborazione” dell’ambiguo Oman – premuto dagli Usa perché faccia transi

