Gli eventi delle ultime settimane hanno fatto passare quasi sotto silenzio l’esame da parte dei giudici europei su alcune questioni pregiudiziali che determineranno la sorte dei centri italiani oltre Adriatico, uno dei cardini della politica migratoria del governo Meloni. Dovranno valutare se l’Italia avesse il potere di stipulare l’intesa e se le strutture possano essere utilizzate come centri per il rimpatrio
Tra le guerre che infiammano il mondo e gli eventi che agitano la politica interna, è passata quasi sotto silenzio la prima udienza della Corte di Giustizia dell’Unione europea su alcune questioni pregiudiziali che determineranno la sorte dei centri italiani in Albania, uno dei cardini della politica migratoria di Giorgia Meloni. La Corte di Lussemburgo già il 1° agosto scorso ha posto un limite rilevante a questa politica, affermando che la qualificazione di un paese come sicuro resta sottopost


