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Da Kiev alla Palestina, l’orizzonte della sinistra in politica estera è l’Europa

Nel dibattito sul programma del centrosinistra, la politica estera è uno dei nodi più divisivi. È difficile per i progressisti non dirsi pacifisti. Se questo debba significare anche essere disarmati, o acquiescenti alle ingiustizie che si moltiplicano, è un’altra questione. Chi denuncia «l’internazionale sovranista» spesso nota che Vladimir Putin, Xi Jinping e Donald Trump sono accumunati da stile e idee simili. Ma hanno anche un interesse in comune: un’Europa debole e divisa, e in particolare u