Un manifesto di Pro Vita & Famiglia mostra una fascinazione per la semantica che in realtà sembra dissimulare una intento ideologico, prima che riduzionista: come se la donna fosse un’entità definita dal proprio corredo biologico, dunque anzitutto vincolata, in ogni spazio e in ogni tempo, a quella serie di doveri e aspettative riconducibili alla sua capacità – senza dubbio unica – di concepire e mettere al mondo
Come amuse-bouche per l’imminente 8 marzo, l’associazione Pro Vita & Famiglia ci rammenta, con tanto di manifesto per le strade, che «donna» significa «persona adulta di sesso femminile». Il ricorso al dizionario è un po’ frusto, ma questo è un difetto trascurabile. Colpisce piuttosto l’intento dei censori nostrani, che non è tanto omaggiare le persone adulte di sesso femminile, quanto ancorarne la natura a basi inequivocabili e ferme. E allora viene da chiedersi se il ricorso a quella sorta di


