Se è prematuro attribuire una matrice alla morte di Mirko Moriconi e Kety Andreoni, il duplice delitto non avviene nel vuoto. Anche la geografia della violenza è suggestiva, nella Versilia delle drag queen e del generale Vannacci. La recrudescenza dell’odio avviene nel paese in cui si chiede ai genitori se per caso hanno qualcosa in contrario al fatto che i figli seguano un corso di educazione sessuo affettiva
Non sappiamo e forse non sapremo mai cosa abbia spinto Piero Moriconi (63 anni) a uccidere a fucilate la moglie Kety Andreoni (52) e il figlio Mirko (24) nelle campagne di Camaiore (Lucca). La ricerca del “movente” è spesso un esercizio nel vuoto, che risponde al bisogno di trovare un senso all’inspiegabile, scacciare l’ignoto. Chi può tracciare il percorso che porta un padre a uccidere il figlio? Ma tra le derive del dibattito politico c’è il vizio di innalzare nel giro di minuti singoli fatti

