Il tycoon immaginava che bastasse fare “bau” alla teocrazia di Teheran perché si arrendesse e lui potesse porre l'ennesima tacca alla sua immaginaria collezioni di paci. Non è così, anche perché l’Iran ha dimostrato di sapere resistere. Poi c’è un altro problema: è il premier israeliano, che vuole continuare la battaglia fino a rovesciare il regime
La guerra non è un pranzo di gala, signor Trump. Viene voglia di parafrasare Mao Zedong nell’osservare l’ennesima prova di superficialità, faciloneria e dilettantismo con cui il presidente degli Stati Uniti si sta impantanando in una guerra troppo seria per lasciarla fare ai politici, e qui la parafrasi riguarda il francese Clemenceau che invece di “politici” metteva “generali”. Come un bambino irresponsabile che gioca con una palla chiamata mondo, Donald Trump ha spedito due portaerei nel Golfo


