Prima Landini definisce Meloni una «cortigiana». Poi Vannacci dice a Gruber che «le piacciono i clandestini». Infine Silvestri dichiara in Aula che la premier «indossa le ginocchiere» davanti a Netanyahu e Trump: al di là delle intenzioni in questi casi specifici, un minimo di decoro linguistico in più farebbe bene a tutto il panorama istituzionale
Le parole, di solito, descrivono le cose del mondo nominandole, cioè hanno valore denotativo. In moltissimi casi, oltre a ciò che viene espresso letteralmente, esse hanno anche il potere di convogliare, in maniera più o meno esplicita, un’opinione o un punto di vista: a quel punto, assumono valore connotativo. Le connotazioni possono essere immediate, per esempio se si usa un’espressione come utero in affitto rispetto alla più neutra GPA, oppure funzionare in base a inferenze, collegamenti impli

