La vicenda del poliziotto accusato di aver ucciso volontariamente un presunto pusher è un caso-scuola, perché racconta il cortocircuito politico e culturale che si innesca quando la sicurezza viene usata come una clava ideologica. La propaganda del governo è devastante, perché rovescia uno dei principi basilari dello stato di diritto
C’è qualcosa di malato nel modo in cui la politica italiana gestisce da lustri il tema della sicurezza e della giustizia. La vicenda drammatica di Rogoredo, dove un poliziotto è stato arrestato con l’accusa di aver ucciso volontariamente un presunto pusher e di aver poi sviato le indagini per giustificare una legittima difesa, ha il pregio di sintetizzare bene le torsioni e gli orrori in cui sono caduti ministri, media e istituzioni. Rogoredo è infatti un caso-scuola, perché racconta il cortocir


