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Il governo ha voluto una prova di forza sulla giustizia, ora è giusto che la perda

La Carta, a lungo discussa, è stata approvata con 453 voti su 515 da un’Assemblea in cui democristiani e alleati hanno dialogato con gli avversari social-comunisti. Meloni ha invece imposto al parlamento di approvare, due volte, un testo di cui nessuno, maggioranza inclusa, poteva toccare una parola. L’ha fatto su un tema delicatissimo, che tocca l’equilibrio fra esecutivo, legislativo e giudiziario

Domenica 22 e lunedì 23 marzo gli italiani decideranno se confermare le “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”, approvate a maggioranza semplice. Fallito il traguardo dei due terzi in parlamento, si va al referendum. Senza quorum. La vittoria, anche di un solo voto, deciderà il destino della legge. I migliori argomenti per il No li dà forse la campagna del Sì (e viceversa). Se vince il No il governo continuerà e se vince il Sì non avremo il fa

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