“Cercare oltre”

La guerra dei droni e dell’Ia: quel diritto di vedere gli occhi di un uomo che uccide

Pochi giorni fa un drone ha ucciso una giovane donna di 19 anni. Non era controllato a distanza da un essere umano. La sua carica distruttiva era tutta affidata all’intelligenza artificiale, che dunque ha scelto in base alla propria “intelligenza” algoritmica quando, come e chi uccidere. Non è ciò con cui facciamo la guerra, è colui che decide come e quando uccidere

In Un anno sull’Altipiano, Emilio Lussu scriveva: «Fare la guerra è una cosa, uccidere un uomo è un’altra». Non parlava in astratto, come i politici – di destra e di sinistra – che enfatizzano la necessità di ravvivare i nostri legami sociali al sacro fuoco della guerra. Aveva la dolorosa esperienza del fatto che quando si va in guerra, si tratta poi di uccidere un uomo. L’astratto – la guerra – diventa concreta: il sangue, il dolore, il tremore umano che si prova nel “vedere gli occhi di un uom

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