il commento

Guerra e politiche di difesa, questa è l’ora delle scelte. Eppure l’Europa tentenna

Mentre la Russia annuncia che i missili supersonici Oreshnik sono stati schierati in Bielorussia, mentre rulli di tamburi e fanfare di battaglia accompagnano la volontà di continuare il conflitto per raggiungere gli scopi dell' “operazione militare speciale” se questi non verranno riconosciuti da una trattativa di pace, a Bruxelles incoscientemente si balla sul Titanic

Ora che la diplomazia si è messa in moto, pure troppo, e sta dimostrando tutta la sua plastica impotenza, con summit che si susseguono a ogni longitudine, annunci di progressi che non si concretizzano, ripartenze, colloqui a due a tre a quattro ma senza mai che ci siano coloro che possono decidere, ora che succede tutto questo, dunque, l'Europa avrebbe l'obbligo di chiedersi chi è, cosa vuole rappresentare, quanto vuole contare. Perché se è vero che Donald Trump non ce la fa a stare dietro al su

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