Il vero rischio di un’escalation nel Golfo non è semplicemente un aumento dei prezzi dell’energia. È il modo in cui una paralisi energetica colpirebbe un’economia mondiale già fragile, altamente indebitata e attraversata da tensioni geopolitiche crescenti
Il riflesso immediato quando si parla della guerra con l’Iran è pensare al petrolio. Il Golfo Persico resta uno dei nodi energetici più delicati del pianeta e lo stretto di Hormuz è uno dei passaggi marittimi più strategici del sistema globale. Attraverso quel corridoio transita ogni giorno circa un quinto del petrolio mondiale, pari a 17-20 milioni di barili al giorno, oltre a grandi volumi di gas naturale liquefatto diretti soprattutto verso l’Asia. Ma fermarsi al petrolio rischia di essere fu


