Con la guerra ibrida Mosca ha l’obiettivo di seminare il panico tra le opinione pubbliche dei paesi occidentali schierati con Zelensky. Lo sconfinamento ormai quotidiani di droni e di aerei russi nei cieli del paesi della Nato avviene nella speranza che l'Alleanza si laceri. Di contro, c’è il paradosso esplicitato dall’uscita del nostro ministro degli Esteri, che pare dimentico di avere tra le proprie fila un Salvini
Davvero dobbiamo temere una imminente guerra tra la Russia e l’Europa, infiammata dai droni esplosivi all’aeroporto di Lipsia che secondo i tedeschi sono stati spediti dal Cremlino? L’ansia davanti a quella terribile parola, “guerra!”, è legittima. Se tuttavia le cose non sono ancora precipitate sino a quel punto, se siamo nella fase del “riscaldamento”, significa che c’è ancora un robusto margine di manovra per scongiurare il peggio. A patto che la logica e il raziocinio vincano sull’irrazional