Gli atteggiamenti del segretario Nato o quelli di chi in Italia inseguiva una relazione speciale con l’amministrazione Usa si rivelano velleitari se non controproducenti: evidenziano debolezza, umiliano e scatenano una sorta di corsa al ribasso
Ha fatto sfoggio della sua solita, cortigiana piaggeria, il segretario Generale della Nato, Mark Rutte, durante la sua visita alla Casa Bianca. Esponendo cartelloni che enfatizzavano i grandi successi di Trump nell’aver forzato i riluttanti paesi europei a incrementare massicciamente la loro spesa militari («i mille miliardi di Trump», titolava uno di questi); e sollecitando, come spesso fa Rutte, l’ego ipertrofico del presidente statunitense, la cui imprescindibile leadership – secondo Rutte –

