Un piduista come il Cavaliere, in simbiosi con il sistema di potere dei Craxi e dei Forlani e degli Andreotti della Prima Repubblica, impresario legatissimo a Dell'Utri che a sua volta era in contatto con il gotha della mafia palermitana, rappresentava una garanzia in quell'Italia che era piegata dalle bombe e dai ricatti di Riina e che non voleva diventare un'altra Italia
La prima sciocchezza originata dal conformismo informativo è definirli, ancora oggi, occulti. Una vera stupidaggine: è da trent'anni che si fanno i loro nomi e che le loro avventure imprenditoriali vengono associate alla crema di Cosa Nostra, agli affari dei boss siciliani, al risanamento dei Quattro Canti di Palermo, alle “antenne” del Biscione di cui parlavano il medico Tanino Cinà e il pentito Totò Cancemi, ai soldi della droga di Stefano Bontate e della buonanima di Mimmo Teresi. Molto si è

