Piuttosto che destinare risorse pubbliche a misure che non funzionano (e probabilmente non fun-zio-ne-ran-no), avrebbe senso concentrarsi su interventi che non gravino sui conti dello Stato ma tesi a rafforzare il riconoscimento giuridico dei migranti
Il pasticcio legislativo sull’emendamento al decreto sicurezza ha avuto almeno un merito: riportare al centro del dibattito pubblico il legame tra gestione dell’ordine pubblico e presenza di residenti senza cittadinanza italiana. Negli ultimi anni, la maggioranza di governo ha adottato un approccio alla sicurezza fondato su due direttrici principali: da un lato l’inasprimento continuo delle pene; dall’altro, contenimento dei flussi migratori e aumento dei rimpatri. Eppure, questa strategia non s

