Nel paese delle meraviglie

L’Ia che ruba il lavoro e che serve alla guerra. Anche Bill Gates è preoccupato, alla buonora

Proprio lui, che per i cospirazionisti è l’Elvis Presley delle teorie del complotto, superato forse solo da George Soros nella hit parade delle dietrologie globaliste, si concede una dichiarazione così ambigua e critica sui colleghi del Big Tech

Disoccupazione di massa e bioterrorismo. Non proprio due prospettive rassicuranti, quelle da cui un Bill Gates molto preoccupato ci vuole mettere in guardia. «The turbulent AI era is here. The choices we make now are critical» scrive sul suo sito Gates Notes in un saggio di 6.000 parole, rinforzando il carico dell’intervista al New York Times della scorsa settimana da cui emerge l’evidente timore dello storico tecno-ottimista nei confronti degli sviluppi troppo veloci e troppo poco regolamentati

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