Dal lato americano la diplomazia è continuamente spiazzata dal suo comandante in capo per la sua smania di disintermediazione. Dal lato iraniano, l'abitudine millenaria della contrattazione è il risultato di una razionalità maggiore: e pensare che si tratta di una Repubblica teocratica! Il risultato, in questo frangente, è che è Teheran conseguire un trionfo negoziale dopo l’altro. Per il resto, domina il caos
La prerogativa principale della diplomazia era il silenzio. Tutti zitti, mediatori al lavoro. Nulla o quasi filtrava, tanto più se le questioni su cui discutere erano complicate. E mettere fine a un conflitto da sempre è il rompicapo più difficile da sciogliere. Ad un certo punto, dopo settimane o mesi passati tra la disperazione dei media che avevano poche notizie a cui aggrapparsi, arrivava l'annuncio dell'accordo. Una conferenza stampa, una stretta di mano, una firma, il sollievo generale. Or

