l’analisi

La destra e la legge elettorale. È pronta un’altra spallata

La destra sta cercando di confezionare un surrogato del premierato, l’idea di una verticale del potere che tutto si concentra sul governo a discapito del parlamento e dei parlamentari, sempre più selezionati in ragione della fedeltà al capo partito. Soluzione foriera di un ulteriore degrado della qualità della classe politica

Guarda un po’ chi si rivede, la proposta di legge elettorale avanzata dalle destre. Già all’atto del suo deposito sono piovute un gran numero di critiche (è la sesta in 35 anni): abnorme premio di governabilità, parlamentari ancora una volta per intero nominati, cancellazione dei collegi uninominali (ultimo residuo di scelta o almeno di conoscenza del candidato per l’elettore), ballottaggio virtuale e non risolutivo. Contraddizioni e forzature che assai probabilmente incapperebbero nella censura

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