La resistenza iraniana non è monarchica, non è autoritaria, non è violenta. Nasce nelle piazze, nelle università, nei luoghi di lavoro, nelle case ed esprime una richiesta netta di libertà, democrazia e diritti. Oggi, 25 aprile, la nostra responsabilità è politica e morale: stare dalla parte della resistenza laica anti regime incarnata da Donna, Vita, Libertà
Dal 27 febbraio 2026 l’Iran è sprofondato nel buio della censura: Internet oscurato, linee interrotte, relazioni sociali spezzate. Dal Paese arrivano solo frammenti di distruzione, propaganda e notizie di arresti ed esecuzioni. È un silenzio imposto per isolare e reprimere. Ma dentro quel silenzio il movimento Donna, Vita, Libertà continua e incarna la forma più autentica della resistenza iraniana: non uno slogan, ma una mobilitazione femminista nata dal basso, capace di unire un’intera società

