Quello lanciato da Mattel è un oggetto pensato per essere acquistato, che racconta una storia confortante di inclusione senza toccare le strutture che continuano a produrre esclusione. Se non distinguiamo il valore simbolico della rappresentazione dalla sua cattura neoliberale, rischiamo di scambiare un prodotto di consumo per una conquista sociale
Mattel ha lanciato la prima Barbie autistica nella linea “Fashionistas” con l’obiettivo, secondo l’azienda, di ampliare la rappresentazione della diversità nei giocattoli. Il progetto è stato sviluppato in collaborazione con Autistic Self Advocacy Network (Asan), organizzazione statunitense guidata da persone autistiche, e include alcuni elementi pensati per richiamare specifiche esperienze dello spettro, come cuffie antirumore, oggetti sensoriali, un tablet per la comunicazione aumentativa, pos


