carneficina intellettuale

La televisione dei patrioti. Una campagna elettorale permanente e subliminale

Un delitto via l’altro. Un cadavere via l’altro. Anche quello di una tv che sapeva ancora, a fatica, fare ascolti col pensiero. Non con le opere. Soprattutto: non con le omissioni

Alla fine, dobbiamo ringraziare Bruno Vespa. Perché quando divenne direttore del Tg1 – unica nota di rilievo: rinominare la testata in “Telegiornale Uno” e piazzare dietro al conduttore una redazione finta ideata da Gianni Boncompagni – disse la più rotonda delle verità: il suo editore era la Dc. Non il Parlamento, non gli italiani che pagavano il canone. Proprio la Dc. A seguire, avremmo conosciuto, grazie alle intercettazioni, un’altra verità: ai potenti di turno Vespa cuciva addosso le puntat

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