Esce da lunedì 20 aprile la rivista Dissonanze, nuova nata della casa editrice. Prova a rispondere al distacco crescente «tra informazione di qualità e formazione dell’opinione», nella convinzione «che la tensione politica tra centri e margini permetta un nuovo sforzo di conoscenza per guardare ai problemi in modo non scontato», e individuare soluzioni. Primo numero dedicato ai «ricchi». Il fondatore: «La fenomenologia del ricco è frastagliata. Per tracciarne le coordinate, bisogna essere rigorosi. Un governo che non mette tasse e professa la libertà economica totale porta a una società sgovernata. La politica italiana torni a un’aspirazione costituzionale»
Su può fare una nuova rivista perché «cresce il distacco fra informazione di qualità e formazione dell’opinione?». Che tende a un riformismo forte, diremmo radicale se l’aggettivo evocasse però anche una rigorosa intenzione di concretezza. È la domanda a cui risponde – risponde sì, s’intente –Dissonanze, da oggi online, edita da Donzelli. Parte dalla convinzione che la «tensione politica tra centri e margibi permetta un nuovo sforzo di conoscenza per guardare ai problemi in modo non scontato» e

