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Legge elettorale, quei leader carismatici in fuga dal «popolo sovrano»

L’emendamento sulle preferenze proposto dalla maggioranza trasforma i leader dei partiti in intoccabili. Il loro compito non è sporcarsi le mani con la gara degli sherpa, ma quello di guidare alla vittoria tutta la squadra. Ma come, il monarca assoluto che dà persino il suo nome alla lista, non può essere votato dai cittadini? E che capo sarà mai uno che teme di misurarsi con il numero due, tre eccetera della sua lista?

Circonfuso dall’ottundimento balneare che si confà alla tradizione delle riforme elettorali last minute, si suppone meglio digerite dal pubblico distratto dall’estate, è arrivata in aula alla Camera il Mellonellum. Che merita pienamente la scomunica lanciata dal grande Sartori quando, con la sprezzatura da politologo di razza, dalla Columbia University cominciò ad appiccicare la desinenza spregiativa “um” alle leggi elettorali fabbricate nella seconda Repubblica, secondo lui farlocche come il la