Dal 26 giugno, quando questa ennesima truffa approderà all’aula della Camera, toccherà riempire piazze, teatri, mercati, mail e catene di passa parola, per spiegare i pericoli dell’aggressione all’uguaglianza del voto. Perché l’alternativa non sarebbe perdere un’elezione, ma il diritto a essere cittadini e non sudditi di un potere senza vincoli e pudori
Non illudiamoci. Senza un argine e una reazione di popolo andranno avanti come una locomotiva impazzita. Per coglierne la portata è bene farsi un quadro d’insieme partendo da un paio di numeri. Dal 1860 al 1993 gli italiani hanno votato con quattro diverse leggi elettorali. Compresa la parentesi del sistema plebiscitario fascista fanno i primi 133 anni dell’Italia unita. Poi, dal 1993 a oggi il Parlamento ha inteso licenziare cinque leggi elettorali diverse con l’ultima, il Bignami bis (sic), su

