L’accumulo di eventi imprevedibili non agisce soltanto come fattore di stress, ma interferisce con i meccanismi cognitivi che consentono di organizzare il tempo. Il futuro diventa meno rappresentabile, meno plausibile e, progressivamente, si diventa meno motivati
Dai primi degli anni Venti di questo secolo sta emergendo un fenomeno difficile da collocare nei quadri diagnostici tradizionali: la riduzione della capacità di immaginare il futuro. Non si tratta semplicemente di incertezza o ansia, ma di una contrazione della progettualità mentale, osservabile trasversalmente in condizioni di normalità o stress-correlate e nei disturbi depressivi e ansiosi. Il contesto in cui questo fenomeno si sviluppa è sempre più spesso definito, in letteratura, come polycr

